La protesta
I sindacati: Lavori socialmente utili per gli 82 dipendenti
Prato, una proposta-provocazione indirizzata al sindaco Matteo Biffoni per l'impiego degli operai che si trovano in permesso retribuito a causa della cessazione dell'azienda
PRATO. Prima lo hanno chiesto agli operai della tintoria, nei prossimi giorni toccherà a quelli della rifinizione. Ottantadue lavoratori, quelli dell’Eurotintoria, vengono mandati a casa con un permesso retribuito sine die, teoricamente fino al 30 marzo, ultimo termine di legge prima per la trattativa sindacale e poi per le procedure amministrative in Provincia legate alla cessazione dell’attività e quindi al licenziamento del personale.
«Perché non impiegarli in lavori socialmente utili per la città? Ci rivolgiamo al sindaco Matteo Biffoni, anche nella sua veste di presidente della Provincia perché valuti la nostra proposta a costo zero per le casse dell’amministrazione».
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Può suonare una provocazione quella sollevata da Massimiliano Brezzo (segretario della Filctem-Cgil pratese), Maria Chiara Malinconi (Femca-Cisl) e Qamil Zejnati (Uilta-Uil), un modo per rompere quel silenzio assordante delle istituzioni locali intorno alla vicenda dell’Eurotintoria, che rappresenta un unicum nel distretto per il comportamento dell’azienda, ritenuto scorretto e lesivo dei diritti dei dipendentiin quanto la procedura di cessazione d'attività è stata annunciata ai sindacati solo il 14 gennaio scorso, fuori dai tempi massimi per richiedere una cassa integrazione straordinaria per i lavoratori. (m.l)
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