Sicurezza
Fiera di precollezione, c'è ancora il punto interrogativo
Il Comitato di presidenza non ha ancora sciolto le riserve: la decisione sarà presa entro il 28 febbraio
PRATO. Precollezione di luglio? Rimane il punto interrogativo. La decisione verrà sciolta entro (e non oltre) il 28 febbraio quando si avrà maggiore certezza sul costo del pacchetto Milano Unica “classica” più New York e Precollezione a Milano. Il costo delle tre fiere è infatti uno dei motivi che portano le aziende a scegliere cosa fare e, come un gatto che si morde la coda, non è possibile fare un budget definitivo se non si conoscono i numeri , anche sommari, dei partecipanti. Milano Unica aveva incaricato lo scorso ottobre Ipsos di fare i sondaggi ma l’istituto si è fermato difronte al numero troppo alto di incerti.
La volontà di organizzare una trasferta negli Stati Uniti è indubbia tanto che l’evento è già stato comunicato alla cerimonia di apertura mentre sulla precollezione (che piace ai pratesi e interessa meno le aziende del nord) c’è ancora dubbio seppur sembra ci sia una volontà unanime di valutare concretamente l’ipotesi.
“L’unica certezza ad ora – spiega Roberto Rosati, presidente del Consorzio Pratotrade – è che la decisione sarà presa entro il 28, la settimana successiva a Premiere Vision. Una decisione presa a seguito di un vivace incontro col Comitato di presidenza a cui ha partecipato anche il vice ministro Carlo Calenda”.
Intanto nell’ultimo giorno di fiera si guarda al futuro ma si tirano anche le somme del passato.
“Tra gli imprenditori che ho sentito – è sempre Rosati a parlare – c’era soddisfazione per una fiera che ha avuto un esito positivo e migliore di quanto ci aspettassimo”.
I numeri parlano di un calo di un lievissimo calo di visitatori (meno uno per cento) ma di un aumento delle presenze, in termini percentuali e valore assoluto, da: Francia (+12%) e Gran Bretagna (+9%) in Europa. Tra i Paesi extra UE invece: USA (+10%), Cina (+13%), Giappone (+29%) e Turchia (+4%). In calo invece i visitatori provenienti da Russia (-29%), Germania (-12%) e Spagna (-6%).
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