Sospettato di un omicidio, viene scarcerato
Il Tribunale del Riesame ha annullato l'ordinanza di custodia nei confronti del poggese Vincenzo Bartolo, accusato di essere stato tra i mandanti di un'esecuzione nel 2005 a Perugia
PRATO. Tutto sbagliato, tutto da rifare. I giudici del Tribunale del riesame di Firenze hanno annullato le sei ordinanze di custodia in carcere emesse dalla Direzione distrettuale antimafia di Perugia ed eseguite alla metà di gennaio dal Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri nei confronti di altrettante persone accusate di far parte della 'ndrangheta e di essere state mandanti, organizzatori e autori dell'omicidio del muratore calabrese Roberto Provenzano, ucciso nella notte tra il 29 e il 29 maggio 2005 a Perugia.
Una di queste ordinanze è stata eseguita a Poggio a Caiano nei confronti di Vincenzo Bartolo, 49 anni, già arrestato nel 2012 insieme al fratello per una rapina ai danni del titolare di una sala giochi in piazza XX Settembre.
Bartolo era sospettato di aver avuto una parte nell'omicidio del muratore a Perugia, ma davanti ai giudici del Riesame ha prevalso la tesi dei suoi avvocati difensori, Costanza Malerba e Federico Febbo, secondo la quale non ci sarebbero gravi indizi di colpevolezza né per l'appartenenza alla 'ndrangheta, né per l'omicidio di Roberto Provenzano. Per questo Bartolo è stato rimesso subito in libertà, anche se rimane indagato.
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