Gioco
Qualità, prezzo, flessibilità fanno riscoprire il distretto
MILANO. Chi era a Milano era soddisfatto. La fiera non è partita male. Anzi. Gli imprenditori sono rimasti stupiti del fatto che la fiera non sia partita in sordina. E che ci fosse anche qualche buon...
MILANO. Chi era a Milano era soddisfatto. La fiera non è partita male. Anzi. Gli imprenditori sono rimasti stupiti del fatto che la fiera non sia partita in sordina. E che ci fosse anche qualche buon cliente. Continua infatti il ritorno delle maison della moda a rifornirsi da aziende italiane. A Prato si trova infatti una filiera produttiva che garantisce quella flessibilità che ancora non c'è. «Abbiamo avuto anche buoni clienti orientali», è il parere di Sandro Ciardi, già presidente di Prato Trade. Gli stand fin dalla tarda mattinata erano piuttosto animati.
Difficile capire per quale motivo. Forse una ripresa del mercato interno? O un rinnovato interesse per i prodotti di qualità? Per Peter Bona, uno degli stilisti di Zegna Sport l'interesse per gli stand pratesi è dettato da un ottimo rapporto qualità prezzo. «Prato - spiega - continua a offrire, a differenza dei produttori di altri paesi, un ottimo prezzo con una qualità buona. Oltre a questo il confronto con gli imprenditori pratesi arricchisce sempre: qui si possono trovare soluzioni interessanti e la risoluzione di problemi diventa sempre una risultato migliore di quello iniziale. Senza contare che il confronto è costante e c'è una capacità di rapporti personali migliori rispetto ad altri paesi. È una capacità degli italiani, meno degli stranieri ma che aiuta quando devi creare una collezione».
Una flessibilità data anche dalle capacità tecniche degli imprenditori pratesi in grado non solo di vendere ma di conoscere ogni segreto tecnico delle loro stoffe. Poi anche dalle capacità produttive del distretto e quindi della filiera che dà la possibilità di dare risposta a ogni esigenza. «I migliori artigiani dei tessuti sono italiani» commenta Antoine Arnauld, amministratore di Loro Piana, nel suo discorso alla inaugurazione. «Una filiera da preservare perché oggi è un patrimonio solo dell'Italia», gli ha risposto il presidente di Sistema Moda Italia Claudio Marenzi. A cui, ha fatto eco il sindaco Biffoni sicuro di dover lavorare per salvare questa risorsa del distretto. (i.r.)
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