La manifestazione
Impatto ambientale, comitati contro il sindaco
Prato, bocciato l'osservatorio proposto da Matteo Biffoni ma anche l'ipotesi di affidare lo studio all'Istituto superiore di sanità: "Ora la priorità è la salvaguardia della salute pubblica"
PRATO.Tornano alla carica i comitati per la salute della Piana di Prato e Pistoia contro il nuovo aeroporto. E se la prendono con il sindaco Matteo Biffoni che – a loro dire – gioca con le parole. «Il 18 dicembre scorso in consiglio comunale – dicono - è stato votato un ordine del giorno urgente relativo alla richiesta di avviare l’iter per uno studio di impatto ambientale entro il 31 gennaio 2015 ma ad oggi niente è stato fatto».
E’ quanto sostengono Gianfranco Ciulli e Paolo Paoli referenti dei comitati contro la nuova pista. Che spingono perché il primo cittadino di Prato rispetti quanto votato in consiglio comunale e affidi lo studio di impatto ambientale sulla nuova pista di Peretola ad un ente terzo con comprovata esperienza nel settore. E si dicono contrari all’ipotesi che questo venga affidato all’Istituto superiore di sanità, così come sono contrari all’Osservatorio che il sindaco vorrebbe mettere in piedi insieme agli altri Comuni della Piana, coinvolgendo i tecnici comunali oltre a consulenti esterni.
Secondo Gianfranco Ciulli «a nostro avviso l'Istituo superiore di sanità non ci sembra così qualificato sul piano ambientale e sul rischio idrogeologico, inoltre a noi risulta che l’istituto sia commissariato. Abbiamo, dunque, inviato una lettera all’ente dove chiediamo di sapere se ha le capacità specifiche, quali sono gli studi fatti e la tempistica di valutazione. Ora vogliamo risposte e atti chiari, perché in ballo c’è la salvaguardia della salute pubblica. E che il sindaco non abbia mai preso una posizione definitiva lo dimostra il fatto che se in consiglio comunale si è parlato di uno studio di impatto ambientale adesso il primo cittadino viene fuori parlando di un osservatorio. Ma questo soggetto – precisa Ciulli – serve per monitorare la situazione ad opera già effettuata e non prima, cioè per valutare se l’infrastruttura è compatibile oppure no. Con questi giochi di parole già si ammette di dover creare un soggetto per valutare la situazione a posteriori, ovvero ad aeroporto già costruito. A questo punto il sindaco e il suo partito di maggioranza abbiano il coraggio di dire che hanno cambiato idea. Il sindaco è succube del premier».
«E del presidente della Regione EnricoRossi – aggiunge Paolo Paoli - Il Pd è diventato un partito fantasma, si è completamente sdraiato, e ha preso sì una decisione, quella di rinunciare al ricorso al Tar ed alla valutazione di impatto ambientale. Ma se il mandato del sindaco era quello di valutare la situazione ambientale prima della costruzione dell’opera cosa fa il Pd nella persona del vertice provinciale? Niente. La maggioranza del consiglio vota un indirizzo preciso e il suo sindaco la smentisce. Però tutti zitti, nell’imbarazzo completo di dover assecondare un comportamento che è esattamente il contrario di quanto da loro stessi deliberato. Così facendo si va contro gli impegni assunti sia con i cittadini che con il proprio elettorato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

