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Prato

Faggi: «Giusto trovare una sistemazione ai rom»

Faggi: «Giusto trovare una sistemazione ai rom»

Il vicesindaco spiega come si risolverà la situazione del campo di viale Marconi L’ex assessore Silli: «Non è concepibile far crescere i bambini nelle roulotte»

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PRATO. Una dozzina di nomadi di etnia rom, quelli che risultano residenti a Prato, saranno allontanati dal campo di viale Marconi e sistemati in alloggi provvisori, affittacamere o case vere e proprie. Lo spiega il vicesindaco Simone Faggi, nel giorni in cui la commissione consiliare sulla Sicurezza urbana visita il campo nomadi in vista del suo smantellamento.

«In viale Marconi - dice Faggi - vivono una trentina di rom, metà dei quali non residenti a Prato. Questi verranno allontanati (salvo le competenze del sindaco sui minori), mentre agli altri verrà trovata una sistemazione. Tra di loro c’è un’anziana e una donna malata». Case ai nomadi, qualcuno storcerà il naso. «Non c’è famiglia italiana o straniera a Prato che sia in mezzo alla strada - replica Faggi - Dico di più: la percentuale di case popolari assegnate agli stranieri, il 10%, è inferiore alla percentuale di stranieri residenti, il 16%. D’altronde in viale Marconi c’è un problema e lo vogliamo risolvere una volta per tutte. Non conosco altre soluzioni».

Durante il sopralluogo al campo nomadi l’assessore all’Urbanistica Valerio Barberis che ha parlato dei lavori che presto inizieranno in viale Marconi: «Partiremo proprio dal parcheggio, dove verranno realizzati circa 150 posti auto. Poi, sarà costruito un muro in cemento che delimiterà di fatto la zona dove è stanziata da anni la comunità sinti (italiani a tutti gli effetti) da quella abusiva dei rom». Questi ultimi vivono in una condizione fatiscente immersi nell’immondizia. L’interno del campo sinti ha, invece, un aspetto ordinato, anche i loro alloggi sono curati, tendine alle finestre, fiori e piante da arredo. E loro sono italiani. Nell’altra ala, occupata abusivamente, le roulotte sono immerse nella sporcizia. Solo pochi passi dividono due etnie e due mondi diversi. «I cittadini della zona - aggiunge Luca Roti, presidente della Commissione 3 - sono esasperati dalla sporcizia e da episodi di microcriminalità e noi con questo progetto cerchiamo di dare risposte concrete». L'assessore Barberis aggiunge che una volta ridisegnato il parcheggio gli ingressi al campo sinti resteranno gli stessi che ci sono ora. Ma c’è chi li preferirebbe altrove. Come Alfiero Cecchi, delegato sindacale della ‘Albini & Pitigliani”. «In questo modo – dice - si crea troppo via vai nel parcheggio, meglio sarebbe spostare gli accessi ai lati del posteggio. Purtroppo qui i problemi ci sono eccome – continua Cecchi - In due anni abbiamo presentato una trentina di denunce per auto con i vetri in frantumi, altre prese a sassate e per chi si è visto letteralmente strappare il cellulare di mano. Da imputare a chi? Ai non stanziali, quindi a chi occupa abusivamente la zona». «Noi non siamo contro nessuno – tiene a precisare Franco Lepidi portavoce della comunità sinti – Ma se ci sono persone senza permesso non possiamo di certo essere noi a dirlo ma deve intervenire l’autorità. I furti e i danni? Non sono certo opera nostra, noi siamo Pentecostali evangelici e guai a noi a fare cose del genere». Per Giorgio Silli ok il progetto di riqualificazione e lo sgombero dei rom ma il consigliere di minoranza sostiene che non sono più concepibili nel 2015 i campi nomadi: «Penso a quei bambini che devono crescere in questi alloggi quindi al freddo d’inverno e al pieno caldo d’estate e a tutte le altre problematiche. Credo vada studiata una legge a livello nazionale in merito alla cosa. E questo nell’interesse delle persone stesse e delle loro condizioni di salute».

Azelio Biagioni

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