Sicurezza
Quasi un'ora per ritirare un pacco alle Poste
Prato, lo sfogo di una cittadina, costretta a una lunghissima attesa
PRATO. Valentina, una nostra lettrice, ci racconta un pomeriggio storto trascorso alla posta centrale di Prato ieri pomeriggio, 3 febbraio.
Questo il suo racconto. Verso le 17,20 mi sono presenta alla posta centrale per ritirare un pacco, ho preso il numero e dopo circa 15 minuti (premetto che c'erano più di 10 sportelli aperti e al massimo una quindicina di persone in attesa) chiamano il mio numero, subito mi sento dire dall'impiegata alla quale mostro il mio tagliando elettronico per ritirare il pacco, che devo andare all'ufficio accanto perché il mio pacco è di là. Un po' scocciata le rispondo che mi fa piacere rifare la fila di nuovo, prendo e mi avvi. Nel frattempo le mie bambine piccole con la mia mamma sono in macchina davanti alla posta ad aspettare.
Entro nell'altro ufficio, prendo il numero, ho solo due persone davanti e penso "menomale dai forse ce la faccio ad essere a calenzano per una visita medica alle 18". Mentre aspetto vedo le due impiegate agli sportelli che parlano tra di loro del sistema di archivio o qualcosa del genere da cambiare, devono imparare un nuovo sistema e non fanno altro che guardarsi e parlare senza pensare alle persone li davanti al loro sportello che aspettano di essere considerati.Non posso non dire che il locale era veramente trasandato e tremendamente puzzolente .
Finalmente dopo altri circa 15 minuti di attesa ecco il mio turno, dal retro esce un'altra impiegata più giovane che continuava a dare alle due signore più anziane (una nel retro e l'altra che cercava di servire me) spiegazioni su come avrebbero dovuto sistemare il loro lavoro sul retro. L'impiegata che mi stava seguendo (per modo di dire) è andata nel retro e tornata agli sportelli per circa 4 o 5 volte cercando di concentrarsi su cosa doveva fare, ma sembrava molto confusa. Poi è arrivato il direttore accompagnato da un'altra impiegata (avevano il cartellino identificativo al collo) hanno aspettato un po' parlando tra di loro, poi il direttore è passato dalla parte degli sportelli salutando le impiegate una per una e fermandosi a parlare con la signora che stava sempre cercando il mio pacco ma senza successo.
Ad un tratto l'impiegata più giovane vede che sono piuttosto scocciata di aspettare che mi fa cenno con il labiale ,mi dice "è il direttore.....". Io a voce alta le rispondo "Sì, ho capito ,ma non posso aspettare mezz'ora per un pacco. Scusate.ci si può muovere un po' ?" Torna la mia impiegata senza pacco e mi dice in modo remissivo "Mi scusi signora, un po' di pazienza" al che le rispondo: "Io ci provo signora, ma fate tutto meno che consegnarmi il pacco!" Allora decisa riparte e lo trova, nel frattempo chiamo lo studio medico dicendo che sarei arrivata in ritardo erano già le 17,56.
Mi dà il pacco ma non trova il libro dove farmi firmare la ricevuta, lo cerca e chiede alle colleghe dove poteva essere. Io sto cominciando a "ribollire" finalmente il pacco era lì davanti a me ma non lo potevo ancora prendere, al che la signora fa una copia del cedolino del pacco ,mi fa firmare la fotocopia e mi dice di controllare che la merce dentro il pacco fosse giusta. Sono le 18,15 quando finalmente esco dalla posta con il mio pacco in mano.
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