Italia
Il consigliere regionale Rudi Russo rinuncia al vitalizio
L'esponente del Pd di Prato non percepirà i 1.600 al mese annui previsti dalla legge per chi ha svolto la legislatura: una rendita che solo lo scorso anno è costato alle casse toscane oltre 4 milioni
PRATO. Rinuncia al vitalizio il consigliere regionale Rudi Russo. Una scelta convinta. Fu proprio lo stesso Russo a presentare nel 2010 un atto di impegno consiliare per l'abolizione del vitalizio e nel 2011, insieme ad altri, una proposta di legge regionale per l’abolizione del vitalizio che solo lo scorso anno è costato alle casse della Regione Toscana oltre 4 milioni di euro. Quella proposta di legge firmata dal pratese Rudi Russo nel 2012 è stata approvata dal Consiglio e prevede l’abolizione del vitalizio a partire dalla legislatura 2015, quella che si insedierà fra qualche mese.
Poi, nell’ultima legge finanziaria della Regione (dicembre 2014) è stata introdotta la possibilità per i consiglieri in carica di rinunciare alla tanto discussa rendita. Che ammonta a circa 1600 euro lordi al mese e che spetta a chi ha svolto il mandato di consigliere anche per una sola legislatura (della durata di cinque anni) ed ha compiuto i 60 anni di età. Rudi Russo è uno che la politica la macina fin da ragazzo. E’ stato infatti segretario nazionale dell’Italia dei Valori giovani fino al 2013 e nel 2010 viene eletto consigliere regionale sempre nelle file dell’Idv. Lo scorso anno è poi passato al Pd.
"Mi è sembrato giusto e coerente presentare la rinuncia – ammette Russo – In un momento di crisi come quello in cui ci troviamo trovo assurdo che per un solo mandato da consigliere, una volta raggiunti i 65 anni, si prenda a vita un importo così alto. Ecco che allora ho optato per rinunciarvi con la contestuale restituzione dei contributi versati in questi anni per cominciare a costruire una pensione in modo alternativo. In fondo – prosegue il consigliere - ho 32 anni e una vita davanti".
Per quanto riguarda il trattamento dei prossimi consiglieri, Russo spiega che andrà deciso come fare. "Sicuramente – dice - sarà un regime meramente contributivo, come ogni altro lavoratore. Il vitalizio è abolito. La Toscana è stata apripista per l’abolizione dei vitalizi ai consiglieri e siamo, inoltre, la Regione che ha tagliato più spese, come al consiglio e diminuzione di quelle per i fondi dei gruppi consiliari». Insieme a Russo ci sono già altri consiglieri che hanno optato per rinunciare al vitalizio come il capogruppo del Pd Ivan Ferrucci, Matteo Tortolini (Pd), Giuliano Fedeli (Toscana Civica Riformista) e Mauro Romanelli (Sel). Intanto, le prossime elezioni per il rinnovo del consiglio regionale si avvicinano. A maggio i toscani sono chiamati ad eleggere il nuovo governatore.
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