Il Tirreno

Prato

il caso

Sequestrato un impianto abusivo di rifiuti

L'Arpat ha sequestrato quattromila metri quadrati in cui si stoccava di tutto, dalle auto agli elettrodomestici

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PRATO. L'attività di controllo degli aspetti ambientali connessi con l'economia sommersa, l'elusione e l'evasione, voluta dall'Agenzia e da parte della Giunta regionale su tutto il territorio della Toscana, tanto da portare alla approvazione del cosidetto "Progetto Speciale " con finalità primaria proprio un rilevante potenziamento delle ispezioni rispetto gli anni precedenti, continua a produrre importanti risultati.

Venerdì  scorso i tecnici Arpat del Dipartimento di Prato, in collaborazione con il personale della polizia municipale, hanno eseguito accertamenti presso un appezzamento di terreno sito in via del Pozzo, a "Paperino" nel Comune di Prato. I tecnici intervenuti hanno rinvenuto sul posto un vero e proprio impianto abusivo di gestione di rifiuti. All'interno dell'area di circa 4000 metri quadrati delimitata da una recinzione metallica, era infatti stato organizzato e gestito senza autorizzazione uno stoccaggio a cielo aperto di materiale vario, rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi.

È stato possibile accertare infatti lo stoccaggio e lo smontaggio di veicoli fuori uso, alcuni dei quali chiusi con placche metalliche o lucchetti risultavano utilizzati come contenitori di rifiuti. Per essi, viene ipotizzata una gestione quantomeno dubbia, che vedrebbe la volontà di evitare costi di rottamazione per i proprietari  mascherata da un "temporaneo" deposito dei mezzi prima della loro esportazione nei paesi extraeuropee.

 Nella stessa area erano presenti rifiuti pericolosi, quali materiali da costruzione contenenti amianto (frammenti di materiale in cemento-aminato),  Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche quali elettrodomestici, aspirapolveri, frigoriferi e lavatrici, computer, stampanti e fax, apparecchi televisivi, batterie esaurite, compressori di frigoriferi fuori uso, numerose bombole Gpl (prontamente rimosse) e  anche rifiuti non pericolosi quali materiali di demolizione (mattonelle e ceramiche), compressori ad aria, biciclette, giocattoli, indumenti e stracci tessili, 30 big-bag contenenti trucioli di materiale plastico.

In prossimità della zona il terreno risultava inoltre visibilmente contaminato da chiazze di oli esauriti e residui di combustibili liquidi (oli per motore, ingranaggi e lubrificazione) e da cenere derivante da operazioni di abbruciamento. Al termine delle operazioni è stato proceduto al sequestro preventivo dell'impianto ed alla comunicazione di quanto accertato all'autorità giudiziaria competente.

 

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