Finanza
A Prato 31.000 immigrati, pochi secondo Berselli
l consigliere del gruppo misto chiede al Comune dati aggiornati e chiarezza sugli incarichi ai traduttori e a quello per un tecnico adetto alle caldaie delle scuole
PRATO. Ma quanti sono gli immigrati a Prato, in particolare i cinesi? Secondo i dati del Comune risultano 30.617 gli immigrati regolari, di cui 13.056 cinesi, 4.085 gli albanesi, 3.074 i rumeni, 1.951 i pakistani e 1.589 i marocchini. Numeri che non convincono affatto il consigliere del gruppo misto Emanuele Berselli, che ha presentato un'interrogazione al sindaco. Berselli include nell'interrogazione anche una richiesta di affidamento su due incarichi esterni per attività di supporto in lingua urdu e cinese, per complessive 5.376 euro. Sempre sul tema degli incarichi, nel mirino dell'ex consigliere di Forza Italia, oggi passato al gruppo mistro, c'è anche l'incarico esterno per un tecnico impiegato in attività di supporto tecnico-amministrativo per le attività di gestione degli impianti termici nelle scuole, costo 23mila euro. Ma andiamo con ordine.
Immigrati, sono davvero così pochi? Berselli chiede di sapere se questi dati che risultano all'amministrazione comunale siano aggiornati. "Appaiono decisamente discutibili - scrive - le cifre dell’amministrazione secondo le quali ci sarebbero a Prato “soltanto” 13.056 cinesi, 4805 albanesi, 3074 rumeni, 1951 pakistani e 1589 marocchini. Vorrei qualche chiarimento anche perchè scoprire che i cinesi sarebbero solo “tre volte di più” degli albanesi e “quatro volte di più” dei rumeni mi sembra davvero una novità".
Incarichi ai traduttori, sono davvero indispensabili? "Faccio riferimento all’affidamento a due soggetti stranieri - scrive Berselli - uno alla signora Shen Siyun che parla cinese e uno al signor Arslan Kurshid che parla la lingua urdu, di incarichi professionali esterni per complessive 5.376 euro per attività che vengono gia svolte dallo sportello Urp Multiente. Berselli chiede di conoscere "i criteri con i quali si sono affidati questi due incarichi e le ragioni per le quali ancora non si sono esaurite le procedure per il bando di gara a rilevanza pubblica con la quale si dovevano affidare i servizi svolti dalla Urp Multiente attraverso il finanziamento ottenuto con il progetto “In Comune”.
Incarico sulle caldaie. "Anche nei giorni scorsi è successo che una scuola materna, edificio comunale, è rimasta al freddo - scrive Bertelli - E’ cosi scoppiata protesta dei genitori e insegnanti dell’asilo il Pino e ne hanno scritto anche i giornali. L’impianto era andato in blocco cosi come era successo a novembre e a inizio dicembre. Pare che il comune abbia fatto intervenire tecnici e addetti per far ripartire l’impianto di riscaldamento. Questa vicenda segnala un problema che è di grande attualità, anche considerato che queste sono le settimane più fredde dell’anno".
"Con l’occasione - prosegue Berselli - faccio riferimento ad un recentissimo incarico esterno per l’affidamento di un cospicuo incarico professionale per un corrispettivo di 23mila euro ad un professionista, ingegnere, per il supporto tecnico amministrativo per attività di gestione degli impianti termici, incarico che sembrerebbe finalizzato a verificare i dati di consumo e le modalità di uso degli impianti termici degli edifici comunali". "Poiché questo incarico sarebbe stato affidato nelle more di procedure per la gara di appalto per il servizio energia che comprende la fornitura di combustibile, la gestione, conduzione, manutenzione programmata e straordinaria degli impianti, con la presente interrogazione chiedo di sapere: Che fine ha fatto la gara per l’appalto per la gestione del “Servizio energia” per la realizzazione di interventi di adeguamento normativo degli impianti di climatizzazione dei alcuni edifici comunali il cui contratto doveva partire dai primi giorni del 2015 ?"
Berselli vuole anche sapere quali sono le ditte che hanno partecipato alla gara, quali le rispettive offerte economiche e quale sarebbe la ditta che si è aggiudicata la gara e con quali parametri economici di convenienza per il comune di Prato. Inoltre, "perché per le verifiche dell’attivazione delle attività previste per il Servizio energia si è deciso di rivolgersi all’esterno e con quali criteri si è prima individuato e poi incaricato un professionista poco più che trentenne che a quanto risulta dagli atti dovrebbe essere particolarmente esperto e competente".
Infine, "per quali ragioni non si sono individuate queste competenze professionali all’interno dell’amministrazione - conclude Berselli - e in che modo e da chi finora, nel corso di tutti questi anni, erano state fatte le verifiche sulla gestione e sulla conduzione degli impianti termici di competenza degli uffici tecnici dell’amministrazione comunale . Poichè nell’incarico si parla di “supporto tecnico-amministrativo“ vorrei che mi si spiegasse dettaglitamente “a chi” questo giovane professionista dovrebbe dare supporto, cioè a quali persone fisiche e uffici della nostra amministrazione comunale?"
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