Il Tirreno

Prato

Uccise due bambini, presto tornerà in libertà

Luigi Chiatti attualmente è recluso alla Dogaia
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Luigi Chiatti attualmente è recluso alla Dogaia

Si avvicina la scarcerazione di Luigi Chiatti, condannato a 30 anni per l'omicidio di Simone Allegretti e Lorenzo Paolucci. Attualmente è detenuto alla Dogaia di Prato

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PRATO. Luigi Chiatti, 47 anni, condannato in primo grado a due ergastoli e in appello a 30 anni di reclusione per l'uccisione di Simone Allegretti, 5 anni, e Lorenzo Paolucci, 12 anni, due bambini di Foligno, uscirà dal carcere della Dogaia il prossimo 3 settembre, dopo aver scontato solo 21 anni di carcere grazie a una serie di sconti e benefici. Lo scrive la Repubblica nell'edizione di oggi, 31 gennaio. La notizia della prossima scarcerazione di Chiatti, ora recluso nella sezione dedicata ai condannati per crimini sessuali del carcere pratese, ha suscitato reazione di sconcerto soprattutto a Foligno, dove si teme che Chiatti possa tornare a vivere.

In realtà il 3 settembre il presidente del Tribunale di sorveglianza di Firenze, Antonietta Fiorillo, dovrà esprimersi sulla pericolosità sociale di Chiatti, ma nel frattempo gli ospedali psichiatrici giudiziari saranno chiusi e dunque Chiatti potrà eventualemente essere ricoverato in una struttura privata.

Chiatti terminerà entro l'estate di scontare la sua condanna ma secondo il suo avvocato non tornerà automaticamente libero perché sottoposto alla misura di sicurezza per la valutazione della sua pericolosità «che può durare anche tutta la vita». A ribadirlo è l'avvocato Guido Bacino. E sembra - secondo indiscrezioni - che non siano positivi gli elementi raccolti finora su di lui nel carcere di  Prato dove è detenuto e che dovranno essere esaminati dal magistrato di sorveglianza.

«È già previsto in sentenza - spiega il legale all'Ansa - che la pericolosità di Chiatti venga rivalutata una volta espiata la pena. Non è cambiato nulla». La decisione sarà presa sulle relazioni del personale del carcere. «E se anche gli ospedali psichiatrici giudiziari venissero aboliti - dice l'avvocato Bacino - ci saranno apposite residenze». Preoccupato per gli scenari futuri è invece l'avvocato Giovanni Picuti, legale delle famiglie Allegretti e Paolucci. «Nessuno sa cosa accadrà di preciso - dice -, ma possiamo fin d'ora ipotizzare che la prognosi di pericolosità sociale, se confermata, è ben poca cosa quando il carcere psichiatrico avrà chiuso i battenti. Le famiglie delle vittime così come l'opinione pubblica hanno il diritto di essere messe al corrente del percorso riabilitativo compiuto dal Chiatti in carcere, perché la sua pena si è ulteriormente assottigliata».

Chiatti fu arrestato nell'agosto del '93 venendo condannato all'ergastolo in primo grado essendo stato ritenuto pienamente capace di intendere e di volere. In appello la pena venne però ridotta a 30 anni di reclusione dopo il riconoscimento della seminfermità di mente. Sentenza confermata in maniera definitiva dalla Cassazione. Il fine pena previsto inizialmente per Chiatti era nel 2023 ma a questa data vanno sottratti tre anni indulto e i periodi di liberazione anticipata. Una volta scontata la condanna Chiatti sarà comunque sottoposto ad una misura di sicurezza legata alla seminfermità mentale.

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