Il dolore
Una soluzione per la Varvarito e per tutte le imprese edili
Grazie all'accordo fra Regione, Comune e Provincia di Prato sulla variante urbanistica sono state individuate due aree (entrambe lungo l'autostrada) dove poter realizzare impianti di conferimento e trattamento dei rifiuti inerti
PRATO. E' stata trovata una soluzione per l'annosa vicenda della Varvarito, la ditta di frantumazioni di inerti che sta andando avanti di proroga in proroga per poter restare sul terreno di San Giorgio a Colonica. Comune, Provincia e Regione hanno firmato un'intesa per la variante al piano strutturale ed al regolamento urbanistico che consenta l'individuazione di aree idonee ad ospitare impianti di trattamento di rifiuti inerti non pericolosi. Queste aree sono state individuate e, dopo un complesso lavoro di selezione che ha tenuto conto dei vari vincoli e quindi del parere di numerosi enti, sono state ridotte a due: la prima di 19 ettari a nord ovest del casello autostradale Prato ovest, fra la Firenze-mare e la Declassata, a Casale al confine con Agliana, e la seconda di 9 ettari, su viale Manzoni, a nord del Macrolotto 1 delimitata dalla prima Tangenziale, dall’Autostrada e dall’Asse delle industrie, a Iolo.
Le aree di trattamento degli inerti
Entrambi i terreni sono privati ed hanno attualmente destinazione agricola, anche se sono utilizzati solo in parte. "Con l'intesa raggiunta sulla variante - dice l'assessore all'urbanistica Valerio Barberis - sarà possibile la trasformazione della destinazione da agricola a quella di serivizi tecnologici, che consentirà non solo alla Varvarito ma anche ad altre aziende che si occupano del recupero di inerti di poter lavorare senza dover richiedere ogni volta i permessi in aree non idonee. Ma servirà anche per tutte le imprese edili che non sanno dove andare a smaltire gli inerti, soprattutto ora che stiamo andando verso una politica di ristrutturazione dell'esistente e c'è quindi bisogno di recuperare materiale edile".
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Come tempi, la partita dovrà essere chiusa entro novembre 2015. I tempi che occorrono all'approvazione e adozione della variante al piano strutturale e regolamento urbanistico. Nel frattempo imprese come la Varvarito potranno beneficiare della proroga per restare sul terreno dove operano attualmente. Una complicazione, che sembra essere il male minore rispetto a tutte le aree considerate (basti pensare a quelle che insistono su terreni con forti vincoli idrogeologici) , è che entrambi i terreni sono tottoposti a vincolo paesaggistico autostradale. "Basterà che le aziende presentino progetti conformi a questo rispetto - spiega Barberis - che più altro prescrive che debba essere mantenuta una visuale del paesaggio circostante per chi transita sull'autostrada".
Una buona notizia quindi per quelle aziende di movimentazione terra a Prato, come la Varvarito, e per i loro dipendenti, che come è noto hanno rischiato di chiudere e di mandare a casa gli operai, nonostante il lavoro non mancasse, proprio perché non c'era un'area idonea ad ospitare lavorazioni di questo tipo. La Conferenza dei servizi, per avviare l'accordo di pianificazione, si è conclusa il 21 gennaio ed ha coinvolto Arpat, Usl, Autorità di Bacino, Consorzio di Bonifica, Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici ed archeologici, Publiacqua, Snam e Terna.
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