Sicurezza
Le opposizioni contro il progetto
Fratelli d’Italia: «I nomadi sgomberati saranno assistiti a spese della comunità»
PRATO. Diverse nei contenute, ma ugualmente dure, le reazioni delle opposizioni al piano di riqualificazione del viale Marconi proposto dall’amministrazione comunale. La prima arrivadal gruppo regionale di Fratelli d’Italia e punta l’indice sul fatto che il Comune si accollerà le spese per sistemare i rom una volta sgomberati dal viale Marconi. «Il Comune di Prato farà sgomberare il campo nomadi abusivo di via Marconi, accollandosi l’affitto di 15 persone di etnia rom che verranno alloggiati in affittacamere o alloggi per donne e minori. Una scelta ingiusta - commenta il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia e candidato governatore Giovanni Donzelli, insieme ai consiglieri Marina Staccioli e Paolo Marcheschi - se pensiamo che a Prato ci sono cittadini italiani costretti a dormire in auto o al freddo perché non hanno una casa. Una corsia preferenziale tanto più intollerabile perché a pagare l’affitto ai rom sono gli stessi contribuenti pratesi che continuano a subire furti e spaccate. Ancora una volta – aggiungono – chi vive nell’illegalità si vede riconosciuti diritti negati a quanti invece restano nei canali della legge e soffrono la crisi con dignità. Dei 30 occupanti del campo nomadi, la metà verrà allontanata da Prato. Gli altri resteranno, a carico della collettività».
Antonio Longo di Prato con cenni, fa invece notare che «il progetto portato avanti dall'ex assessore Caverni era lo stesso di quello del quale gli assessori Faggi e Barberis oggi si vantano. Tra l'altro era previsto un incasso da parte del comune di Prato di oltre 330mila euro. Adesso sono stati calcolati allo stesso modo questi extraoneri? La mia interrogazione vuole sottolineare se ci siano differenze con il nostro progetto o se, ancora una volta, sia fatto un semplice copia incolla con la sola finalità di fare bella figura con il lavoro altrui. Mi dispiacerebbe se fosse così». Il piano della precedente giunta prevedeva anche il ponte sul Bisenzio per accedere al parco archeologico di Gonfienti.
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