Attenzione
Il lavoro sicuro garantito da una task force di ragazzi
I giovani, dopo essere stati formati, hanno fatto un check up aziendale realizzato su 75 ditte (69 delle quali cinesi). ll progetto verrà spiegato nel dettaglio lunedì 2 febbraio alle ore 17 al Museo del Tessuto
PRATO. Si chiama tecnico per la valorizzazione delle risorse locali e si tratta di una nuova figura professionale, unica a livello italiano, che vede la luce a Prato. 14 ragazzi hanno ottenuto questa qualifica prendendo parte al progetto voluto da Provincia e Regione (e formati da Pin e Cna) che hanno messo appunto una vera e propria strategia per l’emersione che si integra con le iniziative messe in campo dalla Regione con il progetto “Lavoro sicuro”. In pratica i giovani, attentamente formati, hanno fatto un check up aziendale realizzato su 75 ditte (69 delle quali cinesi).
Il progetto verrà spiegato nel dettaglio lunedì 2 febbraio alle ore 17 al Museo del Tessuto, incontro al quale sarà presente anche la vice presidente della Regione Stefania Saccardi. Il progetto “Emersione” è sostenuto dalla Regione attraverso 470mila euro del fondo sociale europeo e si divide in due fasi: la prima, già realizzata, ha formato una task force di 14 ragazzi (sei cinesi, una rumena, sette italiani) che ora sono in grado di affiancare le imprese e di sostenerle nei processi di emersione.
La seconda fase è un progetto integrato rivolto alle aziende prevalentemente cinesi che hanno già fatto la scelta di regolarizzarsi o che vengono sensibilizzate a tale scopo e va dalla formazione obbligatoria per i titolari e lavoratori alla consulenza di legalità e sicurezza nei luoghi di lavoro. La realizzazione delle due fasi è affidata, rispettivamente, al Pin e a Sophia come agenzie formative capofila. Saranno le aziende a richiedere volontariamente la presenza della task force che avendo un’adeguata formazione farà i controlli e appurerà eventuali anomalie.
“I ragazzi formati – spiega Enrico Banchelli del Pin – hanno profili alti sia del punto di vista culturale che tecnico, quest’ultimo necessario per affrontare con cognizione di causa le materie oggetto del check up”. “L’ambiente, la sicurezza sui luoghi di lavoro, la formazione, la contrattualistica e l’igiene. Ecco alcune delle cose oggetto delle verifiche – spiega Cinzia Grassi dell’agenzia Sophia – E se vengono riscontrate criticità si indica come poter migliorarle e far sì che l’azienda si metta in regola. Delle 75 aziende controllate alcune sono risultate essere in perfetta regola, altre no”.
“I controlli da soli alle aziende non bastano – dice il presidente della Provincia Matteo Biffoni – Servono e vanno fatti e noi li facciamo più di prima. Ma questo progetto è un ulteriore strumento che mettiamo a disposizione dei titolari affinché si mettano a norma. L'obiettivo è potenziare la prevenzione che, accanto all'indispensabile repressione, completa l'approccio all'emersione delle aziende irregolari. Nessuno può più avere alibi adesso, gli strumenti per mettersi in regola ci sono tutti”.
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