Finanza
Svaligiata due volte in due giorni la ditta cinese che fa le borse per Fendi
I carabinieri inseguono un'auto e arrestano una coppia di ladri. La refurtiva recuperata in parte nella loro abitazione a Firenze: 130 pezzi per un valore di 250.000 euro
PRATO. Hanno rubato due volte nel giro di due giorni all'interno di un laboratorio artigiano cinese che produce borse per le grandi griffe della moda, tra cui Fendi. I carabinieri della stazione di Poggio a Caiano l'altra notte hanno inseguito e poi fermato una Renault Clio con a bordo quattro persone che procedeva a forte velocità e a fari spenti all'interno del paese. I carabinieri sono riusciti a bloccare due degli occupanti mentre altri due sono riusciti a fuggire. I due, un albanese di 35 anni e una rumena di 38 anni, domiciliati a Firenze, avevano commesso poco prima un furto ai danni di una ditta cinese di Poggio a Caiano dove avevano asportato 55 accessori per borse di una nota marca, trovati all'interno dell'auto.
Dentro la Clio sono stati anche trovati dei cacciaviti, torce, guanti in lattice, arnesi per lo scasso. I due sono stati quindi arrestati per furto. I carabinieri hanno dunque deciso di perquisire l'abitazione della coppia a Firenze e qui hanno trovato altro materiale già rubato nella stessa ditta due giorni prima. I ladri avevano asportato 130 borse di marca per un valore di 250mila euro. La coppia è stata quindi denunciata per ricettazione.
Oggi, 30 gennaio, i due arrestati sono comparsi davanti al giudice, che ha convalidato il fermo, e hanno chiesto i termini per la difesa. Nel frattempo all'uomo sono stati concessi gli arresti domiciliari, mentre la donna è stata sottoposta all'obbligo di firma. Dalle indagini è emerso che i ladri erano tornati nel laboratorio di Poggio a Caiano perché ad alcune delle borse rubate mancavano gli accessori originali senza i quali era impossibile piazzarle sul mercato nero.
All'esterno dell'aula ha atteso l'esito dell'udienza una giovane donna cinese, la titolare del laboratorio derubato due volte in due giorni. La donna dice che la sua azienda lavora per più di un marchio dell'alta moda, ma aggiunge che alle griffe non piace far sapere che le loro costose borse vengono prodotte in anonimi laboratori gestiti da cinesi nella piana tra Firenze e Prato. Il valore commerciale di quelle ritrovate dai carabinieri di Poggio a Caiano nella casa di Firenze è vicino ai 2.000 euro al pezzo, ma è verosimile che l'azienda cinese riceva solo una piccola percentuale del prezzo al dettaglio. Di solito, e anche in questo caso è così, la casa madre appalta il lavoro a un artigiano italiano, che a sua volta lo subappalta alla ditta cinese.
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