Il dolore
Banca di Vicenza, nessun pratese nel cda
Cavicchi, presidente dell’Unione, favorevole al cambiamento nelle Popolari. La Bpp: non siamo stupiti
PRATO. La riforma delle banche popolari, che coinvolge da vicino anche il nostro territorio in ragione della forte presenza della popolare di Vicenza, crea preoccupazioni per i possibili contraccolpi sull'erogazione del credito. Lo scenario apocalittico. Assopopolari, l'associazione di riferimento, ha diffuso uno studio in base al quale «il decreto metterà in moto un meccanismo speculativo tale da determinare un progressivo trasferimento della proprietà di una parte rilevante del sistema bancario italiano alle grandi banche internazionali, stimabile in un totale di attività pari a 528 miliardi di euro, ed avrà i seguenti effett».Uno scenario allarmante per Prato, visto il peso della presenza della Popolare di Vicenza che in Toscana effettua il 13% della raccolta e a cui destina un'analoga percentuale di impieghi e che in Toscana ha 90 sportelli, un terzo dei quali a Prato. La prospettiva preoccupa anche Andrea Cavicchi, presidente dell'Unione industriale pratese. «In questi anni - spiega - è cresciuta la presenza di altre realtà bancarie, ma certo la Bpvi ha un peso rilevante e comunque è difficile trascurare il ruolo svolto dalle banche popolari nel nostro Paese».
Secondo Cavicchi, comunque, un processo di cambiamento deve toccare anche le popolari. «Non se se il decreto del governo rappresenti la strada giusta, ma di certo occorre risolvere il problema della loro anomalia. Il rischio, forse, è che si mette in moto un processo in maniera troppo repentina». Il comitato promotore della Banca Popolare di Prato ha recepito con stupore le dichiarazioni di Cavicchi. «A differenza di Cavicchi - si legge in una nota diffusa dai soci promotori della costituenda Bpp - non siamo affatto stupiti che il nuovo Cda della banca vicentina non preveda la presenza di un pratese. Non riteniamo neanche che questa presa di posizione dei vertici della Bpvi sia un segno di miopia, o un'anomalia, ma una chiara volontà, in atto da molti anni. Non ci sorprende neanche la sensibile riduzione delle erogazioni sul territorio pratese da parte della Bpvi, come abbiamo letto sugli organi di stampa, anzi siamo certi che non sarà affatto leggera».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
