Sicurezza
Ricordata la Shoa in prefettura a Prato
La tragedia di ieri e i rischi di oggi legati al terrorismo internazionale. Alla conferenza hanno partecipato decine di studenti delle scuole superiori
PRATO. Nel quadro delle iniziative programmate in occasione del Giorno della memoria, martedì 27 si è tenuta ina Prefettura, una conferenza sul tema “Hannah Arendt, pensare il male dopo Auschwitz”, organizzata dal prefetto Maria Laura Simonetti, in collaborazione con Tiziana Giovannini, presidente del Soroptmist International Club di Prato. Obiettivo della giornata quello di conservare, soprattutto presso le giovani generazioni, la memoria dello sterminio e delle persecuzioni subite dal popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
Con la legge n. 211 del 2000 la Repubblica Italiana ha riconosciuto il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
La relazione, presentata da Daniela Beliti, dottore di eicerca in storia del pensiero politico, delle istituzioni politiche e filosofia politica presso il Dipartimento studi storici dell’Università di Torino, era dedicata alla figura della filosofa Hannah Arendt, nata in Germania e trasferitasi prima in Francia e poi negli Stati Uniti, nota anche per avere seguito il processo Eichmann (un esponente di rilievo del nazismo processato per i suoi crimini nel 1963 in Israele) come corrispondente del periodico New Yorker ed avere riportato questa esperienza in un saggio, intitolato “La banalità del male”, in cui mette in evidenza i meccanismi attraverso i quali persone comuni si possano trasformare in autentici agenti del male.
Alla manifestazione hanno partecipato il vice sindaco di Prato Simone Faggi, il vicario della diocesi di Prato Nedo Mannucci, Mario Fineschi in rappresentanza della comunità ebraica di Firenze, il questore Filippo Cerulo, il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri Gabriele Stifanelli, il comandante Provinciale della Guardia di finanza Gino Reolon, il comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato Alberto Bronzi, il comandante provinciale dei vigili del fuoco Luigi Gentiluomo. All’evento, al quale hanno assistito numerosi cittadini, sono inoltre intervenuti, oltre ai rappresentanti di tutte le amministrazioni comunali della provincia e dell’Ufficio scolastico provinciale, il presidente della Consulta provinciale degli studenti Simone Tinagli e numerosi studenti ed insegnanti del liceo scientifico convitto Cicognini, del liceo scientifico Carlo Livi, dell’istituto comprensivo Pier Cironi, dell’istituto Gramsci–Keynes e dell’istituto tecnico industriale Tullio Buzzi.
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Il prefetto, nel salutare i partecipanti ha anche ricordato che i recenti attentati di Parigi dimostrano che anche oggi bisogna mettere in campo ogni sforzo per difendere le comunità da chi alimenta il terrore e la paura. Dimostrare che si può e si deve convivere nel rispetto dell’altrui identità, orgogliosi delle solenni affermazioni contenute negli articoli 2 e 3 della Costituzione, che impegnano la Repubblica Italiana a riconoscere e garantire i diritti inviolabili dell’uomo e la pari dignità e l’eguaglianza davanti alla legge dei propri cittadini, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni personali e sociali. Numerosi anche gli interventi di insegnanti e studenti, consapevoli che la scuola costituisce il principale veicolo per la trasmissione alle più giovani generazione della memoria dei tragici eventi che hanno causato, negli anni 30 e 40 dello scorso secolo, la morte di milioni di persone in Europa.
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