Sicurezza
Lineapiù apre una nuova filatura e assume
Sarà una gemella della filatura del Gruppo, conosciuta come Tatti, e sarà inaugurata a fine febbraio.Il gruppo Lineapiù, esaurita la lista degli ex dipendenti in cassa integrazione e mobilità, tornerà a cercare lavoratori all'esterno. Ad annunciare il nuovo investimento l'imprenditore Alessandro Bastagli alla fiera Pitti Filati
PRATO. Lineapiù annuncia a Pitti Filati l'apertura di una nuova filatura. Sarà una gemella della filatura del Gruppo, conosciuta come Tatti, e sarà inaugurata a fine febbraio. Saranno assunte 15 persone con esperienza nel settore. Il gruppo Lineapiù, esaurita la lista degli ex dipendenti in cassa integrazione e mobilità, tornerà a cercare lavoratori all'esterno. Ad annunciare il nuovo investimentoi l'imprenditore Alessandro Bastagli alla fiera Pitti Filati. "Abbiamo un fatturato da 42 milioni di euro e produciamo oltre un milione di chili di filato - spiega - e dopo investimenti nella tintoria potenziamo anche la parte della filatura. Abbiamo acquistato un immobile davanti alla nostra azienda Filtek dove produciamo i nostri filati speciali".
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Intanto nell'ultimo consiglio di amministrazione il socio Enrico Tatti si è dimesso da amministratore delegato. Al suo posto ha preso le redini dell'azienda Bastagli, patron anche di Everlast.
I cv vanno inviati a info@lineapiu.com
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PECCI E LA NUOVA LINEA PREGIATA. Una nuova linea di filati dedicata alle fibre nobili ma lavorate utilizzando le tecnologie più avanzate. A presentarla a Pitti filati è stata l'azienda Pecci filati che per fare un salto di qualità nella lavorazione di cachemire, seta, lino e angora ha di fatto aperto una nuova azienda assumendo 7 dipendenti tra tecnici e commerciali della Natural Fantasy, un'azienda del distretto fallita nei mesi scorsi. «Natural fantasy - ha spiegato il direttore dell'azienda Pierluigi Marrani - aveva il personale che sapeva trattare queste fibre nobili mentre noi abbiamo la capacità di creare filato con un livello innovativo molto elevato. Un binomio su cui abbiamo deciso di scommettere: di fatto abbiamo creato una nuova azienda di 2mila metri quadrati ». Il segreto per ottenere ottimi risultati secondo Marrani e infatti quello di discostarsi dalle lavorazioni classiche e di creare filati (con macchinari modificati) e con fantasie non "copiabili" anche su quelle che sono le fibre più pregiate. «Con queste fibre è necessario riuscire a creare delle fantasie di classe e non eccessive come non riescono a fare nei paesi emergenti. Si tratta di prodotti che hanno un mercato di nicchia e che faranno da apripista a un nuovo modo di creare capi moda».
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UN 2015 DI INVESTIMENTI. Innovazione, ricerca e tecnologia. Senza questi tre ingredienti le attività manifatturiere della filatura non vanno da nessuna parte e gli imprenditori pratesi del settore lo sanno. Per questo, anche in tempi in cui rischiare costa, chi guarda avanti non può prescindere dagli investimenti in innovazione tecnologica: dal rinnovo ed incremento del parco macchine allo sviluppo di nuovi prodotti. Ne sa qualcosa Ilaria Manifattura Lane che ha messo a budget una spesa di qualche centinaio di mila euro per rinnovare, modificare e incrementare i propri macchinari.
“Lo facciamo per stare sempre all’attacco e impedire che le macchine invecchino”, dichiara l’imprenditore Jacopo Bruni specificando che si tratta di un “un investimento spalmato sui prossimi 5 anni e che, presumibilmente, non supererà il milione di euro”. Intanto gli affari vanno a gonfie vele anche alla Fashion Mill, l’azienda di Montemurlo specializzata in filati fantasia che “nel 2014 ha registrato una crescita del fatturato del 60%”. “Un risultato positivo che abbiamo raggiunto grazie a macchinari che consentono di sviluppare tipologie innovative di filato - spiega il titolare Stefano Milanesi – un prodotto commercialmente andato molto bene. Si spera che il trend di crescita prosegua anche nel 2015”.
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Dal canto suo Leandro Gualtieri, patron di Filpucci, sottolinea che “non ci si può fermare nemmeno nei momenti più critici”. “Siamo sempre alle prese con nuovi progetti e alla ricerca di strade diverse da percorrere - spiega - in particolare, adesso, siamo impegnati a investire in innovazione tecnologica per individuare nuovi processi di lavorazione e migliorare la qualità dei prodotti”. In questa logica la nuova frontiera è rappresentata da una tecnologia, che rivoluzione completamente il concetto di filatura, su cui ha investito l’Industria Italiana Filati.
“Nel 2014 abbiamo acquistato 6 nuove macchine per un investimento complessivo del valore di circa 600mila euro - dichiara l’imprenditore Francesco Lucchesi – si tratta di macchinari nuovi che consentono di sviluppare articoli morbidi e molto leggeri, grazie a una tecnologia che soffia dentro la fibra anziché filarla. Nel 2015 studieremo, insieme ai produttori meccanotessili, nuove modifiche da fare per ottenere altri tipi di perfomance”
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