Il dolore
Tanti eventi a Prato, per non dimenticare l’Olocausto
Spettacoli, commemorazioni, conferenze in tutta la provincia. Luogo simbolo il Museo della deportazione
PRATO. Come da quindici anni a questa parte il 27 gennaio si celebra il “Giorno della Memoria”. Quest'anno, in occasione del 70mo anniversario della liberazione di Auschwitz, Prato e la sua provincia lo ricordano con sei eventi promossi dal Comune di Prato con il Museo della deportazione e della resistenza di Figline, dai Comuni di Carmignano e Vaiano insieme alla locale sezione dell'Aned (associazione dei deportati).
«Volutamente – spiega la presidente del consiglio comunale Ilaria Santi – abbiamo voluto concentrare il giorno della memoria presso il museo della deportazione, un luogo simbolo. Conosciuto anche all'estero, di meno a Prato».
Domani, 27 gennaio, ci sarà una deposizione di una corona in piazza delle Carceri poi la giornata si concentrerà a Figline dove dalle 10 alle 18 ci sarà l'apertura straordinaria del Museo ed alle 16 una visita guidata. Alle 21 nella sala conferenze l'associazione culturale “Diremare teatro” presenta lo spettacolo “La mia vita prigioniera”, tratto dal memoriale di Elio Bartolozzi, deportato a Mauthausen e Gusen per aver aiutato due partigiani feriti.
Altro appuntamento in calendario è il 31 gennaio alle ore 16,30 presso la sala consiliare del Comune di Carmignano. «In quell'occasione – spiega l'assessore all'istruzione di Carmignano Sofia Toninelli – sarà con noi Kitty Braun Falaschi, deportata a 9 anni perché ebrea e sopravvissuta ai lager nazisti di Ravensbruck e Bergen Belsen».
Si passa al 3 febbraio alle ore 21 nel Ridotto del teatro Politeama con il “Concerto per il giorno della Memoria” (unico appuntamento a pagamento).
Mercoledì 4 febbraio alle ore 9 alla scuola media “Bartolini” di Vaiano incontro con Gilberto Salmoni, sopravvissuto al lager nazista di Buchenwald.
Giovedì 5 febbraio alle ore 21 al Museo della deportazione di Figline “Voci dal Porrajmos”, per la prima volta i sinti raccontano le persecuzioni subite in un museo dedicato alla deportazione. E fra gli interventi della serata ci sarà quello di Ernesto Grandini, dell'associazione sinti italiani di Prato.
«Purtroppo non ci sono stati solo eccidi di ebrei – commenta il vice sindaco Simone Faggi – ma anche di oppositori politici, di rom e sinti. Ecco, quindi, che la nostra è una presa di posizione politica forte contro quanto successo e che non deve accadere mai più». «La deportazione di rom e sinti – aggiunge Aurora Castellani presidente della Fondazione Museo della deportazione – non sempre viene sottolineata, e con il nostro appuntamento vogliamo riportarla all'attenzione di tutti».
«Un evento unico, la prima volta a livello italiano – precisa lo storico Luca Bravi – I sinti raccontano quanto successo all'interno di un museo della deportazione. E una delegazione di sinti pratesi sarà con me in Senato che ha saputo della nostra iniziativa. All'appuntamento a Figline ci saranno una quarantina di sinti della comunità pratese (in totale sono circa 150)».
«Il 6 febbraio alle ore 10 – termina l'assessore Simone Mangani - ad Officina giovani incontro con Vera Vigevani Jarach testimone di due storie: l'esilio in Argentina dopo le leggi razziali e la figlia desaparecida durante la dittatura di Videla”. Camilla Brunelli, direttrice del Museo, racconta, infine, l'esperienza dei ragazzi che sono andati ad Auschwitz. “Si torna diversi da come si è partiti – commenta – C'è un forte impatto emotivo, un viaggio che ci porta in un'altra dimensione».
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