Il Tirreno

Prato

La Vita: "Obbligata a ritirare il question time". Santi: "Non è vero"

La consigliera Silvia La Vita (M5S)
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La consigliera Silvia La Vita (M5S)

Botta e risposta tra la consigliera del M5S e la presidente del consiglio comunale sulla richiesta di messa in mora di 41 amministratori ed ex amministratori. "Vogliono i nomi? A porte chiuse"

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PRATO. Botta e risposta a distanza tra la consigliera comunale Silvia La Vita (M5S) e la presidente del consiglio comunale Ilaria Santi (Pd) sulla questione della trasparenza in consiglio. La Vita ha affidato al suo profilo Facebook un duro atto di accusa nei confronti di Ilaria Santi e del segretario generale del Comune sulla questione della richiesta di messa in mora di 41 amministratori ed ex amministratori per il presunto danno erariale derivato dall'affidamento nel 2006 di un appalto a Consiag. La Vita sostiene di essere stata obbligata a rinunciare a un question time in consiglio per motivi di privacy, mentre Santi replica che nessuno l'ha obbligata.

"In merito alla notizia della richiesta di messa in mora da parte della Corte dei Conti a 41 amministratori (tra cui il nostro sindaco) per un presunto danno erariale da 9 milioni e mezzo di euro subito da noi cittadini - scrive la consigliere pentastellata - avevo depositato giorni fa una question time per conoscere in Consiglio Comunale tutti i nomi dei soggetti coinvolti, alcuni dei quali tuttora in carica. Ebbene sono stata obbligata a ritirare la question, in quanto secondo il segretario generale e la presidente del consiglio così sarebbe stata violata la privacy dei soggetti coinvolti. La privacy? La privacy di personaggi pubblici per ciò che riguarda una notizia di pubblico interesse? Sono sempre più delusa da questa politica avvolta su stessa in difesa degli interessi propri, oltre che dalle figure che dovrebbero essere garanti e supervisori. Per quale motivo se durante il mio mandato facessi un'azione per la quale in seguito risultassi indagata i cittadini non dovrebbero saperlo? Noi del M5S esigiamo trasparenza e vogliamo che ognuno si assuma le proprie responsabilità davanti a chi li ha eletti e pagati. Non ci arrendiamo, tramite richiesta di accesso agli atti avremo tutti i nomi".

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Molto diversa la versione di Ilaria Santi. "Non ho mai detto a Silvia La Vita di non presentare il questione time - spiega la presidente del consiglio - Anzi, non ho proprio parlato di questa cosa con lei. So che il segretario generale le ha detto che le strade erano due: o una seduta a porte chiuse del consiglio, perché c'è una questione di riservatezza sugli atti giudiziari; oppure l'accesso agli atti. Se poi il M5S vuole divulgare i nomi, questo è affar suo. Mi ha dato molto fastidio che mi abbia tirato in ballo senza nemmeno aver parlato con me". Se La Vita deciderà di andare avanti col question time, questo potrebbe essere discusso a porte chiuse nella seduta di giovedì 29 gennaio.

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