Il Tirreno

Prato

Partenza sprint per il divorzio breve

di Maria Lardara
Partenza sprint per il divorzio breve

Sono già quattro i casi registrati a Prato e una trentina le pratiche in istruttoria

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PRATO. Finora capitava solo di veder fiorire fiori d’arancio e assistere a tanti “sì”. Ora nei paraggi di piazza San Niccolò s’inizia a vedere coppie che si dicono addio e tornano ognuno a casa propria.

Effetti della legge 162/2014, quella sui cosiddetti “divorzi facili” in vigore da nemmeno un mese, che sta dando un bel daffare agli uffici di stato civile dell’anagrafe. Sì perché gli impiegati comunali sono alle prese con una trentina di casi, praticamente uno al giorno, tra divorzi conclusi, divorzi in fase di istruttoria, separazioni e pratiche aperte in attesa di verifica.

Senza contare le telefonate che fanno squillare in continuazione il centralino dell’anagrafe. Persino l’assessore ai servizi demografici Benedetta Squittieri e il sindaco Matteo Biffoni ricevono mail con la richiesta di informazioni dei cittadini sull’argomento.

«Quella introdotta è una semplificazione notevole che riduce costi e tempi per il cittadino, anche se non tutti possono accedere al percorso del divorzio o separazione breve», puntualizza Squittieri. Economico e veloce, il “divorzio facile” dà la possibilità alle coppie di divorziare o separarsi in modo consensuale davanti al sindaco in un ufficio di stato civile e non più di fronte a un tribunale civile. E il prezzo fisso per salutarsi senza mettere avvocati di mezzo, uguale in tutta Italia, è quello di 16 euro a coppia per una marca da bollo. Una semplificazione che evidentemente alcune coppie pratesi hanno subito annusato se è vero che il Comune ha già firmato due divorzi, altri due sono in dirittura d’arrivo e oggi sarà ufficializzato il primo atto di separazione.

«Abbiamo altre venti pratiche già avviate che, per legge, devono essere concluse entro un mese - fanno sapere dagli sportelli dell’anagrafe -: nel caso della separazione, bisogna controllare la scissione anagrafica dei coniugi mentre per il divorzio ci serve come documentazione l’omologa o la sentenza della separazione. Oltre a ciò, la coppia deve compilare un modello di autocertificazione scaricabile anche dal sito internet».

Per questo motivo sul sito del Comune è stata aperta una pagina ad hoc per dare tutte le indicazioni utili al cittadino anche perché per separarsi o divorziare (in quest’ultimo caso bisogna essere separati da almeno tre anni) con rito abbreviato davanti al sindaco, non bisogna avere figli minori, con handicap o economicamente dipendenti dai genitori. E se ci sono pendenze aperte tra i coniugi, come una casa di proprietà o un mutuo, bisogna comunque passare dal tribunale.

Chi sono gli ex che vogliono dirsi un addio lampo? Stando al target dipinto dagli ufficiali di stato civile, a presentarsi sono soprattutto coppie over sessanta, in alcuni casi già nonni, in affitto o con casa di proprietà (gli aspetti legati al patrimonio vengono in genere risolti prima in sede legale), oppure coppie fra i 40 e 45 anni che non hanno avuto mai figli.

«L’aspetto che più ci colpisce – dicono dall’anagrafe - è la tranquillità con cui vengono qui per separarsi o divorziare». Il Comune di Prato è stato fra i primi in Italia ad attrezzarsi per far fronte alle domande di “divorzio facile” che si sono tradotte in nuovo carico di lavoro per gli uffici. «A tal proposito – ricorda il dirigente Emilio Martuscelli - a dicembre si era svolta una giornata di formazione nel salone consiliare insieme all’associazione nazionale ufficiali di stato civile. Tuttavia, a parte una sola circolare, i Comuni sono stati lasciati soli in questa nuova procedura».

 

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