Finanza
«Estra non è del Partito democratico»
Il sindaco Biffoni replica al predecessore Cenni sulla “guerra del gas”: «Ho fatto l’avvocato, nessun conflitto di interessi»
PRATO. «Ma quale conflitto d’interessi? È una cosa che non esiste, ho fatto l’avvocato per tante società, tra cui Estra, non vedo che cosa ci sia di strano».
Dopo un giorno di riflessione, il sindaco Matteo Biffoni decide di replicare al suo predecessore Roberto Cenni che giovedì sera aveva usato la mano pesante (accennando anche al presunto conflitto di interessi di Biffoni) per commentare l’esito della “guerra del gas”, la decisione del Consiglio di Stato che ha di fatto tolto la rete di Prato a Estra consegnandola al consorzio Toscana Energie, come auspicava la passata amministrazione di centrodestra.
Matteo Biffoni parla anche per spiegare come mai né lui né alcun esponente della maggioranza si siano rallegrati per un verdetto che farà piovere 18 milioni di euro subito e altri 36 nei prossimi dodici anni nelle casse del Comune, e dunque oggettivamente gli permetterà di amministrare il bilancio con più tranquillità.
«Certo, i soldi che arrivano fanno sempre comodo - ragiona il sindaco - ma per onestà devo dire che restano tutte le perplessità sulle ricadute di questa vicenda».
Perplessità di che tipo?
«Di fatto l’esito della gara per la gestione della rete del gas va ad impoverire una nostra azienda. Nostra nel senso del Comune. La nostra strategia era diversa e puntava a un avvicinamento tra aziende, cosa che probabilmente accadrà comunque, perché penso che né Estra né Toscana Energia saranno in grado di sostenere l’urto dei grandi gruppi. Insomma, non siamo del tutto convinti che l’esito di questa vicenda, anche se ci porta ora un po’ di soldi, sia stata la scelta giusta anche per il futuro. Quella del centrodestra è stata una battaglia soprattutto ideologica».
Una battaglia ideologica che partiva dal presupposto che Estra fosse un’azienda del Partito democratico, più che del Comune di Prato.
«Ma così non è. La giunta Cenni ha provato a dimostrarlo e non ci è riuscita. Non voglio parlare del passato. Mi riferisco alla commissione di controllo che fu promossa nella scorsa legislatura per verificare la regolarità delle assunzioni e che si è risolta in un flop. Io preferisco guardare ai numeri e constato che Estra è tra le prime aziende del settore per volume di affari, distribuisce utili e dà posti di lavoro. In questi giorni ha anche migliorato il proprio rating».
L’ex sindaco Cenni, dopo averla accusata di aver vissuto un conflitto di interessi, ha anche fatto un elenco di progetti su cui investire il “tesoretto”: il Centro di Galceti, la città etrusca di Gonfienti, le Cascine di Tavola, oltre a un abbassamento delle tasse. Lo farà?
«Cenni mi sembra poco informato. Quelli sono progetti sui quali ci sono già impegni di spesa, nostri o della Regione. Quanto arriveranno quei soldi, noi li spenderemo per le scuole, le strade e la cultura».
A proposito, quando arriveranno quei soldi?
«Credo abbastanza presto. Toscana Energia dice di averli già disponibili e dunque si potrebbe parlare della primavera o dell’estate. Nel frattempo dovranno fare gli interventi per separare la rete di Prato da quella dei comuni limitrofi, ma non dovrebbe volerci troppo tempo».
E a quel punto la maggioranza di centrosinistra si troverà a beneficiare di risorse economiche frutto di una battaglia iniziata dal centrodestra. Una situazione paradossale?
«Non saprei. So che è la stessa situazione in cui si è trovato il sindaco Cenni nei primi mesi della sua esperienza, quando inaugurò la Biblioteca comunale Lazzerini, frutto del lavoro della passata amministrazione di centrosinistra».
Corsi e ricorsi storici.
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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