Il dolore
Chiesa gremita alla messa dedicata ai suicidi
In San Bartolomeo a Prato don Marco Natali ha ricordato le vittime della Shoa e le persone "che non sono riuscite ad affrontare le difficoltà della vita". Alla fine hanno risuonato le note della "Preghiera di gennaio" di Fabrizio De André
PRATO. La chiesa di San Bartolomeo gremita di fedeli per partecipare alla messa dedicata alla Shoah e alle persone che si sono suicidate. Il parroco, don Marco Natali, non ha mai parlato di suicidi, ma piuttosto di "persone che non sono riuscite ad affrontare le difficoltà della vita, uomini e donne troppo sensibili per accettare la volgarità che a volte la vita presenta". Nessuna condanna, anzi la certezza che "Dio è misericordioso e accogliente verso tutti". Il tema dell' accoglienza è stato più volte ripreso durante l'omelia. "Amici e parenti di chi non c'è l'ha fatta spesso hanno lottato contro il rimorso di non essere riusciti ad abbracciare e accogliere. Per questo bisogna imparare ad aprire le braccia, ad ascoltare".
Un invito che è stato accolto durante lo scambio della pace: i fedeli spontaneamente hanno abbracciato il loro vicino a testimonianza "che nessuno deve essere solo sulla terra". Al termine dell'omelia, in un clima di profonda commozione e in una chiesa silenziosa, sono risuonate le note di “La preghiera di gennaio” cantata da De Andrè. Durante la messa, come ormai da tradizione la penultima domenica di gennaio, sono state ricordate anche le vittime della Shoah.
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