Il Tirreno

Prato

Senza stipendio da un anno, Croce d’Oro di Prato in rosso

di Barbara Burzi
Senza stipendio da un anno, Croce d’Oro di Prato in rosso

Dieci dipendenti hanno avviato un’azione legale per il recupero coattivo ma il Durc non è in regola e il Comune non può saldare i conti con l’associazione

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PRATO. Lavoratori senza stipendio da circa un anno. Sono una parte di quelli della Croce d’Oro di Prato. Una decina in tutto. Esasperati dalla situazione, hanno unito le forze e insieme hanno promosso un’azione per ottenere il recupero coattivo di quanto loro dovuto. Ora la battaglia si svolge su un piano legale. La società debitrice, che ha le caratteristiche di una onlus, quindi di un’organizzazione senza fini di lucro, a fronte di una somma ingente di debiti ha deciso di presentare - come spiegato dalla vice presidente, Annalisa Nocentini – richiesta di esdebitamento, una misura sperimentale e specifica per le onlus che consente, sostanzialmente, di chiudere i conti col passato e di ripartire pattuendo con i creditori un piano di rientro. Non si tratta di un procedura concorsuale, ma di una sorta di “gentlemen agreement”. «I debiti accumulati, per rimborsi che tardano ad arrivare, non ci consentivano più di disporre di liquidità – spiega Nocentini – pertanto, avendo un consistente patrimonio immobiliare, abbiamo deciso di presentare quest’istanza su cui il tribunale si pronuncerà a fine gennaio. Abbiamo forti aspettative che la cosa possa risolversi in maniera positiva». Nel frattempo la Croce d’Oro sta continuando a erogare servizi nei confronti dei propri committenti da cui vanta crediti per diverse migliaia di euro. Tra questi, ci sono Asl e Comune, quest’ultimo titolare di un contratto di appalto per servizi di trasporto. Quello che si è venuto a creare è l’ennesimo pasticcio burocratico, in quanto il Comune, che deve all’appaltatore diverse migliaia di euro (circa 170mila) non pagherebbe in quanto la Croce d’Oro non ha il Durc in regola (non sono stati versati i contributi agli enti previdenziali come del resto non sono stati pagati gli stipendi).

«La Croce d’Oro in questo momento è destinataria di diversi pignoramenti e il Comune è uno dei soggetti pignorati – chiarisce l’avvocato Poala Tognini, il legale che sta seguendo la procedura per conto dell’ente - siamo in attesa dell’ordinanza di assegnazione delle somme da parte del Tribunale, dopodiché potremo iniziare a corrispondere i pagamenti e saldare le fatture, che nel frattempo stiamo accantonando. Il debito generato infatti è destinato a crescere, visto che la Croce d’Oro ha un contratto in essere con noi valido per tutto il 2015”. Di stipendi dunque non se ne parla finché non saranno sistemati i conti con gli enti previdenziali. Nel frattempo però i lavoratori hanno avviato un’azione legale.

«Il Comune sostiene che prima dovrà pagare il Durc e poi quello che avanza lo darà ai dipendenti, ma la legge non dice questo - afferma l’avvocato dei lavoratori, Sergio Lalli - Il soggetto appaltante del servizio, in questo caso il Comune, deve trattenere l’importo del Durc non pagato e pagarlo direttamente lui.Una volta accertato il mancato pagamento degli stipendi, l’appaltante deve invitare l’appaltatore, cioè la Croce d’Oro, a pagare, e se ciò non accade entro 15 giorni, deve provvedere lui stesso a pagare i dipendenti trattenendo la somma dovuta dal fatturato».

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