La manifestazione
Il Comune incassa ma non esulta, e Cenni infierisce
All'indomani della sentenza del Consiglio di Stato sull'affidamento della gestione della rete del gas, il sindaco di Prato Matteo Biffoni preferisce non commentare e l'ex sindaco lo accusa
PRATO. Il Comune di Prato e il sindaco Matteo Biffoni hanno vinto o hanno perso? La domanda aleggia all’indomani della sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha dato ragione al consorzio Toscana Energia e torto a Estra sulla gara d’appalto che ha tolto la gestione della rete del gas al colosso di via Panziera, erede del Consiag. Teoricamente il Comune e il sindaco hanno vinto, perché nelle casse pubbliche entreranno 18 milioni subito e altri 36 (come canone sulla rete e opere) nei prossimi 12 anni. E allora perché nessuno si rallegra in Comune? Perché il sindaco Biffoni evita di commentare una decisione di questa importanza?
Ovviamente sono domande retoriche. Una possibile risposta l’ha già data giovedì sera l’ex sindaco Roberto Cenni. «Occorre stigmatizzare il comportamento tenuto dal Partito democratico nel corso di tutta questa vicenda - ha scritto Cenni - prima in consiglio comunale votando contro la delibera che indiceva la gara e poi avallando e sostenendo i ricorsi promossi da Estra, così come l’ostruzionismo portato avanti dagli altri comuni a guida Pd e soci con il Comune di Prato nella partecipata. Mi chiedo adesso quale sarà il commento del sindaco Biffoni a questa notizia, anzi gli chiedo quale posizione ufficiale assumerà l’amministrazione comunale e come lui giustificherà, di fronte ai cittadini pratesi, il suo comportamento quale consigliere comunale e presidente della Commissione Controllo e Garanzia all’epoca del voto contrario alla delibera, incarichi svolti ricoprendo contestualmente anche il ruolo di legale della stessa Estra». Insomma, Cenni accusa Biffoni di un palese conflitto di interessi. Un tema che aleggiava anche durante l’ultima campagna elettorale, ma che non è mai stato reso esplicito.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.10717618:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2015/01/22/news/toscana-energia-vince-la-guerra-del-gas-1.10717618]]
I legami tra le maggioranze di centrosinistra che si sono alternate alla guida del Comune prima e dopo la parentesi Cenni e i vertici di Consiag ed Estra non sono un segreto per nessuno. Basti pensare che, se non avesse perso le primarie contro Massimo Carlesi, forse oggi Paolo Abati sarebbe nell’ufficio di Matteo Biffoni anziché in quello di direttore generale di Estra. Ciò non ha impedito a Biffoni di costituirsi parte civile col Comune nel procedimento penale in cui Abati è indagato per turbativa d’asta e abuso di posizione dominante proprio in relazione alla gara del gas. Ma è sembrato quasi un atto dovuto, per prevenire le prevedibili critiche che sarebbero piovute in caso contrario.
«E pensare che tutti i comuni a guida Pd - chiosa l’ex assessore Giorgio Silli su Facebook - pur di difendere un sistema di potere clientelare indifendibile, hanno speso fiumi di soldi pubblici in ricorsi contro gli interessi dei cittadini. Ad un palese risparmio hanno preferito contrapporre per anni gli interessi di partito, ma il sistema, almeno questa volta, ha perso».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
