Lutto
Da Tomba ad Alonso, trent'anni di morbido pile
Pontetorto festeggia il compleanno della stoffa sportiva producendo plaid e accessori.I fratelli Banci si raccontano: "Il babbo era così sorpreso che disse: Cos'è questo peluche?"
PRATO. Era il 16 dicembre del 1985 quando Alberto Tomba debuttò in Coppa del Mondo a Madonna di Campiglio. Ed era lo stesso anno quando Bruno Banci, titolare dell’azienda Pontetorto con in mano un maglione avuto in dono da un cliente suonò il campanello della vicina rifinizione Nuove Fibre dove ad attenderlo c’era l’amico e collega Giancarlo Mazzi. Era sera e la sfida dei due imprenditori pratesi era riuscire a riprodurre quella stoffa, all’epoca morbidissima al tatto ma che oggi sarebbe considerata invendibile. E’ da quel maglione rosso che si cominciò a produrre per la prima volta in Europa il morbido pile di cui la società di abbigliamento Bailo ebbe l'esclusiva per un anno e che, qualche tempo dopo, portò la Bomba dello sci a diventarne il primo grande testimonial grazie alla sponsorizzazione di Fila.
Nel 2011 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano consegnò il titolo di Cavaliere del lavoro a Enrico Banci. E mentre gli stringeva la mano gli disse: "Ma il vosto pile è davvero così caldo?"
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Il pile soffia su 30 candeline e da allora di strada ne ha fatta tanta, proprio come la Pontetorto diventata nel frattempo eccellenza mondiale dell’abbigliamento sportivo e che oggi produce dodici linee diverse di pile, figlie di quel maglione. E che proprio per festeggiare il trentesimo lancia una linea di morbidissimi plaid per le aree wellness delle più note catene alberghiere (Fourseason) e stole per coprire le spalle degli invitati dei matrimoni a cinque stelle degli uomini più ricchi del mondo.
“Ricordo che nacque tutto come uno scherzo”, racconta Elena Banci, figlia di Bruno e oggi titolare dell’azienda tessile con i fratelli Enrico e Luigi. “Arrivò questo maglione e il babbo cominciò a toccarlo sorpreso e entusiasta. Decise che l’avrebbe messo a punto. Prove su prove e alla fine ci riuscì. Da allora non abbiamo più smesso di migliorarci”.
“Il babbo – aggiunge il fratello Luigi – era un gran tecnico e non fu facile capire come si potesse dare un mano così morbida a quella stoffa di poliestere. Se la fase di smacchinatura fu relativamente facile, assai più difficile fu tingere e poi trovare il finissaggio giusto. Non c’era però neanche da parte del babbo la consapevolezza che quella scoperta avrebbe cambiato il modo del vestire sportivo”.
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Oggi Pontetorto riesce a produrre il pile in mille modi diversi: con pellicole antivento, con una consistenza così leggera da far invidia al cachemire e addirittura con la lana merino in modo da garantire una traspirazione naturalissima. Così elegante e naturale da aver fatto capolino anche sulle passarelle delle grandi case di moda che niente hanno a che fare con lo sport.
“Negli anni – riferisce Luigi Banci – si sono vestiti con il nostro pile numerosissimi atleti. Il pilota di Formula Uno Alonso per fare un esempio recente, prima di salire in auto indossa una tuta realizzata con la nostra stoffa. Del resto tra i nostri clienti ci sono le società di abbigliamento sportivo più note nel mondo, Adidas, Salewa, The North Face".
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E proprio dal pile Prato potrebbe imparare a risolvere il problema di visibilità legato alla produzione di prodotti semilavorati. “Da sempre – spiega Elena Banci – abbiamo un nostro cartellino dove sono riportate le caratteristiche tecniche del tessuto che vendiamo e che forniamo ai nostri clienti. Il nostro prodotto così diventa riconoscibile anche ai consumatori finali. Non a caso facciamo anche delle campagne pubblicitarie, in particolare nelle zone sciistiche, dove appare anche il nostro nome insieme a quello di chi realizza il capo finito”. In nome, quello della Pontetorto, che presto vivrà anche di vita propria. E’ il caso dei plaid e della collezione di accessori che i Banci stanno realizzando. “Avevamo cominciato a realizzare delle copertine dà dare in dono nel periodo natalizio. Strenne che abbiamo notato piacevano moltissimo e quindi abbiamo pensato di creare una linea di plaid da arredamento. Abbiamo già avuto degli ordini da alberghi e centri benessere ma anche come gadget che gli sposi danno ai loro ospiti. Recentemente un’agenzia di wedding planner le ha proposte ai propri clienti russi che si sposano in Versilia. I loro ospiti le indossano per i party sulla spiaggia”.
Perché pile oggi non è solo “really warm”, come recitava la prima pubblicità di Pontetorto.
Luigi Banci racconta la nascita del pile nella sua azienda. Ascolta l'audio
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