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Raddoppia la frequenza delle corse per l’ospedale

Raddoppia la frequenza delle corse per l’ospedale

PRATO. In bus da Casale o da Montemurlo verso l’ospedale, senza dover ritornare in centro storico e fare così il proverbiale giro delle sette chiese. È il desiderio di tanti cittadini che abitano in...

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PRATO. In bus da Casale o da Montemurlo verso l’ospedale, senza dover ritornare in centro storico e fare così il proverbiale giro delle sette chiese. È il desiderio di tanti cittadini che abitano in periferia e che più volte hanno lamentato la scomodità dei collegamenti verso il “Santo Stefano”. Dopo l’estate, quando sarà entrato in vigore l’orario invernale, il nosocomio di Galciana diventerà il secondo polo cittadino del trasporto pubblico, dopo la stazione centrale.

Raddoppieranno le corse della Lam Arancio sulla direttrice centro storico-ospedale, con un transito degli autobus ogni sette minuti (anziché 15 come avviene oggi) mentre per chi abita nei quartieri ovest, nord, sud ed est aumenterà il servizio grazie a una revisione della rete dei collegamenti. In sostanza, si accorceranno i tempi per chi dal centro deve dirigersi a Galciana mentre per i cittadini delle altre zone di Prato aumenterà il servizio. Così da Casale, ad esempio, si potrà andare direttamente all’ospedale in bus; d'altro canto il nuovo servizio farà in modo d’intercettare i passeggeri che abitano a Narnali o Maliseti senza doverli costringere a tornare in centro storico.

«L’anello di collegamento più debole - fa notare l'assessore comunale alla mobilità Filippo Alessi - era quello con l’ospedale: con Cap stiamo ripensando la rete della mobilità in funzione della nuova collocazione del nosocomio, così come quella vecchia era stata concepita in funzione di un ospedale che prima era situato dentro le mura». Altro capitolo, il trasporto pubblico nel centro storico. Cap si prende un anno di tempo per progettare una rete di micro-rete a servizio del centro, utilizzando i bus di piccola dimensione e a basso impatto ambientale ma non necessariamente elettrici come quelli che da anni utilizza Ataf a Firenze. (m.l.)

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