Sicurezza
All’asta due ville simbolo di Prato
PRATO. Vanno all’asta i gioielli immobiliari di Prato e Montemurlo. Nel giro di due giorni, tra il 5 e il 6 febbraio, potrebbero passare di mano due immobili di grande prestigio. Quello di maggior...
PRATO. Vanno all’asta i gioielli immobiliari di Prato e Montemurlo. Nel giro di due giorni, tra il 5 e il 6 febbraio, potrebbero passare di mano due immobili di grande prestigio. Quello di maggior valore è la Villa del Barone, in via Baronese a Montemurlo; quello di maggior significato simbolico è la villa di via Amendola 7 a Prato, alla Pietà. Qui ha abitato per una vita Antonio Fineschi, titolare dell’omonima concessionaria della Mercedes, di cui ha tenuto saldamente le redini per 44 anni, dal 1961 quando acquisì il marchio della casa tedesca fino al 2005, l’anno della sua morte. Erano gli anni della Prato ruggente, col tessile che tirava al massimo e la città che si espandeva. E uno degli status symbol dell’epoca erano appunto le Mercedes. Poi le cose sono cambiate, Antonio Fineschi ha solo intuito che stava arrivando la crisi negli ultimi anni di vita. E anche la concessionaria Mercedes ha fatto la fine di molte aziende tessili schiacciate dalla concorrenza interna ed estera: è fallita.
Il procedimento di esecuzione immobiliare che ha dato origine alla messa all’asta della villa di via Amendola non è però legato direttamente al fallimento, ma a quella che in gergo tecnico si chiama una “procedura di divisione”, a cui si ricorre quando solo una quota di proprietà di un immobile è stata pignorata. Di fatto nella villa vive ancora la vedova di Fineschi e dunque il prossimo 5 febbraio nello studio del commercialista Evaristo Ricci verrà messa all’asta la metà della piena proprietà sull’immobile e la metà della nuda proprietà. La base è di 2 milioni e 41.000 euro per un immobiledi tre piani fuori terra oltre a scantinato, mezzanino e soffitta, giardino, autorimessa, una superficie complessiva di 638 metri quadri valutata a 3.200 euro al metro quadro.
Anche la Villa del Barone fa parte delle proprietà di un big del tessile, quel Roberto Bini che ora si trova a gestire il ridimensionamento o la chiusura dell’Eurotintoria di via dei Fossi. In questo caso si parla di un immobile di oltre trenta stanze sulla collina che domina la piana e che doveva essere trasformato in albergo (ci sono i permessi ma i lavori sono fermi): piano seminterrato, due piani, ammezzati e sottotetto, con annessi limonaia, cappella votiva e terreni a bosco ed uliveto. Solo la villa e gli annessi superano i 7.000 metri quadri, a cui vanno aggiunti il giardino, un fabbricato rurale e tre ettari di bosco, uliveto e seminativo.
Il valore stimato della Villa del Barone è di 12 milioni e 200mila euro, ma la prima asta, in estate, è andata deserta. E così il 6 febbraio, nello studio del notaio Francesco D’Ambrosi, si terrà una seconda asta senza incanto con una base di 9 milioni e 150mila euro. Anche la Villa del Barone risulta occupata. In caso di mancanza di offerte, la base potrebbe scendere ancora. (p.n.)
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