Attenzione
Un sms contro la droga e il bullismo a scuola
Attivo da oggi a Prato, terzo caso in Italia, il numero PO43002 per segnalare episodi in modo anonimo e gratuito. Negli ultimi anni è aumentato il consumo di droga fra i giovanissimi
PRATO. Negli ultimi quattro anni sul territorio nazionale, nella fascia di età scolastica, si sono avuti quattro morti per overdose mentre due sono stati i casi di suicidio in relazione a episodi di bullismo. Dati apparentemente non escaltanti, ma preocuppanti se accostati ad altri del Sert sul consumo di droga fra i 15 e i 19 anni relativi alla sola provincia pratese, che viene segnalato in forte aumento: dal 14 al 19% dal 2012 al 2014, con un incremento dell'incidenza sul totale dei tossicodipendenti in quella fascia di età che passa dal 28 al 37%. Quanto al bullismo è un fenomeno che sfugge ai dati perché spesso sottaciuto e non denunciato, ma ben presente nelle scuole.
A fronte di questa situazione, scatta da oggi un servizio di sms coordinato dalla questura di Prato, che recepisce un input nazionale del ministero dell'Interno. Prato è la terza provincia italiana (Roma è la capofila) a far partire questo servizio, già attivo da qualche giorno, che vede coinvolti numerosi soggetti: oltre a questura e forze dell'ordine, la prefettura, il Comune e le scuole. Il numero, gratuito, da comporre per inviare le segnalazioni via SMS è il seguente: PO43002, dove PO sta per la sigla della provincia.
L'iniziativa è stata presentata in prefettura dal prefetto Simonetti, dal procuratore facente funzioni Sangermano, il questore Cerulo, il comandante provinciale dei carabinieri Stifanelli, il comandante provinciale della Finanza Reolon, il comandante della Forestale Bronzi, l'assessore alla pubblica istruzione del Comune di Prato Ciambellotti, il dirigente dell'ufficio scolastico provinciale Scoppetta, i dirigenti scolastici degli istituti pratesi, il referente della Regione per le tematiche scolastiche e il presidente della Consulta degli studenti, Tinagli.
Il numero consente di inviare le segnalazioni di episodi di bullismo e di spaccio di droga con l'immediatezza del linguaggio più consono al mondo giovanile e garantendo l'anonimato. A recepirlo è una sezione di centralinisti della questura, formati in questi mesi, che seleziona e valuta i casi e fa scattare l'intervento di una squadra nata appositamente per affrontare questo tipo di emergenze che riguardano i minori e le scuole. In altri termini, non è l'equivalente dei vari numeri di pronto intervento, 112 e 113 o 118. "Il vantaggio dell'sms è che si può fare subito, d'impulso - dice il prefetto Maria Laura Simonetti - L'attività delle forze di polizia nella prevenzione della droga e del bullismo a scuola è già adesso molto intensa, ma deve avvalersi di una volontà di segnalazione che arrivi dall'interno del mondo della scuola".
Il preside del Datini, Daniele Santagati, ha fatto notare che fra i ragazzi l'sms non viene molto utilizzato, anche perché si paga. "Bisognerebbe poter estendere il servizio a Whatsapp, molto più in voga negli ultimi anni". Un appunto utile che è stato preso in seria considerazione dagli interlecutori istituzionali. Il questore Filippo Cerulo, che ha rivelato come in passato fosse "un esperto in bullismo", pone l'accento sull'opera di prevenzione che la polizia già opera nelle scuole con le puntuali e ripetute lezioni di legalità. "Gli adulti di domani hanno bisogno degli adulti di oggi", ha detto.
"La scuola deve strutturare nelle coscienze degli studenti l'idea di convivenza e di Stato - ha detto il procuratore capo Antonio Sangermano - Il bullismo, molto diffuso con caso anche recenti, è una manifestazione subculturale di una socialità che può sfociare nella violenza e può partire come una semplice violenza del linguaggio. Proprio il linguaggio è elemento focale ed epicentrico nella cultura della violenza. Ma a questi atteggiamenti bisogna contrapporre la responsabilità, non il potere, bisogna fare anche capire anche ai ragazzi che non tutto è male, che esiste un impegno diffuso e quotidiano che va in controtendenza a queste sub-culture".
Un insegnante ha lanciato un campanello d'allarme sul fatto che gli studenti, quindi i ragazzi pratesi, non riescono a vivere questa città come la loro: "Prato viene vissuta solo come una strada da percorrere fra casa e scuola, dove trascorrono la maggior parte del tempo delle loro giornate. I ragazzi si lamentano perché non c'è niente per loro, mancano situazioni di aggregazione!. Il rappresentante degli studenti, Lorenzo Tinagli, non ha potuto che sottoscrivere queste carenze.
"Prato è carente, ma proprio in questo senso vanno le richieste che la Consulta degli studenti ha presentato alcune settimane fa in consiglio comunale. I ragazzi vogliono partecipare ai tavoli in cui si decide insieme alle istituzioni". E il Comune cosa fa? L'assessore Mariagrazia Ciambellotti, ha fatto notare che "prima di noi non esisteva neppure un assessorato dedicato alle politiche giovanile. Adesso esiste ma il nostro compito è soprattutto quello di ascoltare, non solo di far calare progetti dall'alto".
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