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Prato

la politica

Marilena Garnier spara a zero su Biffoni: "Ha fallito"

di Alessandra Agrati
La consigliera comunale Marilena Garnier
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La consigliera comunale Marilena Garnier

La consigliera esce dalla lista del sindaco ma non dal consiglio comunale: "Voterò le proposte che mi piacciono"

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PRATO. Una rottura annunciata. Per otto mesi Marilena Garnier, eletta nella lista civica Biffoni, ha sperato che il sindaco cambiasse atteggiamento e fosse fedele al programma elettorale, ma le loro strade si sono allontanate sempre più fino ad arrivare alla rottura. «Non sono uscita io dalla lista perché ho sperato, invano, che qualcosa cambiasse. Ora sono serena e tranquilla. Ho avuto l'appoggio e l' approvazione di tantissime persone, anche dalla stessa sinistra». La goccia che ha fatto traboccare il vaso, per la Garnier, sono state le delibere di giunta del 19 e 24 dicembre in cui si autorizza il prelievo di 247mila euro dal fondo di riserva e garanzia per destinarli al Centro di scienze naturali e al teatro Metastasio.

«Non ho nulla contro il teatro – precisa la consigliera comunale – ma non condivido il metodo utilizzato: il fondo deve servire a fare fronte alle emergenze». L'ex presidente della commissione 1 aveva chiesto spiegazioni alla giunta, ha risposto l'assessore Mangani, ma non in modo per lei esauriente e così è stato fatto l'esposto. Garnier è un torrente in piena nell’elencare il fallimento della giunta Biffoni. «Nel programma elettorale di cui mi sono innamorata, il sindaco si impegnava a non aumentare le tasse e invece lo ha fatto, si era schierato contro la nuova pista di Peretola annunciando anche, se fosse stato necessario, di stendersi sull’autostrada. In realtà non si è sdraiato da nessuna parte e ha votato a favore dell’ampliamento». Garnier aveva anche proposto una sua ricetta per non aumentare le tasse: agire sulle municipalizzate tagliando gli stipendi dei manager. «Avevo chiesto di avere carta bianca, ma non mi è stato concesso. Io non sono tesserata, ma il Pd vorrebbe che si alzasse la mano e basta, tipo gioco delle tre scimmiette, la giunta non vive nel mondo reale, io invece sì. Non sono neppure una grillina, ma sono stata eletta per fare il bene dei cittadini e quindi agisco in questo senso».

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Sul banco degli imputati anche il sottopasso del Soccorso («Se la falda acquifera sale è inutile costruire un sottopasso, i soldi possono essere dirottati per una soluzione diversa, oppure restituiti al mittente») e la gestione dei controlli alle ditte cinesi: «Gli ispettori dell’Asl sono inutili, bravi ragazzi, ma non servono», il bilancio di previsione «che è stato bocciato dal consiglio dei revisori» e i 7,5 km di tubi con fibre di amianto «che sono pericolosi per la salute e sicuramente fra un po' Publiacqua vorrà cambiare imputando il costo agli utenti». Firmato il divorzio dalla lista civica Biffoni, Garnier non abbandona la politica. «Resto consigliera indipendente, corro da sola. Nei prossimi giorni organizzerò un incontro pubblico per spiegare la mia scelta. Voterò le proposte che mi sembrano giuste indipendentemente da chi le presenterà».

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