Il Tirreno

Prato

la polemica

Cenni accusa il sindaco Biffoni di conflitto d'interessi

L'ex sindaco di Prato Roberto Cenni
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L'ex sindaco di Prato Roberto Cenni

L'ex primo cittadino dopo la sconfitta di Estra nella guerra del gas: "Votava contro le nostre delibere e allo stesso tempo era legale della partecipata. Ora si usi il tesoretto per Galceti, Gonfienti e le Cascine"

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PRATO. Il consigliere comunale ed ex sindaco Roberto Cenni si rallegra per la decisione del Consiglio di Stato che dà ragione a Toscana Energia e torto a Estra nella guerra del gas, ma subito dopo attacca pesantemente il Partito democratico e il sindaco Matteo Biffoni.

"Occorre stigmatizzare il comportamento tenuto dal Partito democratico nel corso di tutta questa vicenda - scrive Cenni - prima in consiglio comunale votando contro la delibera che indiceva la gara e poi avallando e sostenendo i ricorsi promossi da Estra, così come l’ostruzionismo portato avanti dagli altri comuni a guida PD e soci con il Comune di Prato nella partecipata. Mi chiedo adesso quale sarà il commento del sindaco Biffoni a questa notizia, anzi gli chiedo quale posizione ufficiale assumerà l’amministrazione comunale e come lui giustificherà, di fronte ai cittadini pratesi, il suo comportamento quale consigliere comunale e presidente della Commissione Controllo e Garanzia all’epoca del voto contrario alla delibera, incarichi svolti ricoprendo contestualmente anche il ruolo di legale della stessa Estra". Insomma, Cenni accusa Biffoni di un palese conflitto di interessi.

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"In tutta questa vicenda  - continua l'ex sindaco - ravviso gli estremi per una richiesta di risarcimento danni da parte del Comune nei confronti di Estra, per aver ritardato per alcuni anni l’aggiudicazione definitiva della gara ed il versamento nelle casse comunali di 24 milioni di euro, oltre che per le spese legali che hanno gravato sull'intera collettività. Mi auguro che questo cospicuo “tesoretto” adesso non sia utilizzato per pagare alla Regione Toscana il vecchio ospedale Misericordia e Dolce ma venga utilizzato sia per valorizzare e recuperare definitivamente alcuni patrimoni pubblici quali il Centro di Scienze Naturali di Galceti, la città etrusca di Gonfienti e le Cascine di Tavola, sia per alleggerire la pressione fiscale sui cittadini".

"Rammento infine - conclude Cenni - le recenti parole del segretario Gabriele Bosi in difesa di Consiag e contro la mia nota riguardo il presunto danno erariale derivante dall’affidamento in house della manutenzione degli immobili comunali, danno assolutamente evidente perché con le gare si sono ottenuti risparmi degli affidamenti dell’ordine del 30/40%. Bene oggi, ed a maggior ragione, intendo ulteriormente confermare la giustezza delle mie considerazioni sull’esistenza di un rapporto malato tra politica e società partecipate, rapporto tanto perverso da condizionare le scelte politiche di un Comune a tal punto da vincolarne pesantemente la gestione economica, con un danno inimmaginabile per i cittadini".



 

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