Il Tirreno

Prato

SCUOLA

"Ti porto al museo" ha fatto il pieno

di Barbara Burzi
Il sindaco Matteo Biffoni (al centro) ha presentato il primo bilancio di "Ti porto al museo"
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Il sindaco Matteo Biffoni (al centro) ha presentato il primo bilancio di "Ti porto al museo"

Prato, il trasporto in bus è gratuito per diecimila studenti toscani di 395 classi, dalle materne alle superiori, ammessi con i loro insegnanti all’edizione 2014/15. Porte aperte a sette musei della provincia

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PRATO. In autobus per conoscere setti musei della provincia. Il trasporto sarà gratuito per diecimila studenti toscani di 395 classi, dalle materne alle superiori, ammessi con i loro insegnanti all’edizione 2014/15 di “Ti porto al museo” (in bus), un progetto di gite scolastiche nato dalla collaborazione di sette istituzioni museali della provincia pratese che, da una parte, contribuisce ad arricchire l’offerta didattica; dall’altra, diventa uno strumento di promozione territoriale e valorizzazione dei beni culturali.

Il primo bilancio dell’iniziativa è stato presentato a palazzo Buonamici da Matteo Biffoni, in qualità di presidente della Provincia, insieme ai dirigenti degli istituti coinvolti. Rispetto alla prima edizione, il dato più interessante che emerge quest’anno è la valanga di richieste di adesione ricevute, al punto da doverne lasciar fuori circa un 20%: delle 490 classi candidatesi, per un totale di circa 12.045 ragazzi e di 294 viaggi andata e ritorno necessari per trasportali al museo prescelto, ne sono state ammesse 395, pari a 9.666 persone e 233 viaggi. Sono rimaste escluse le classi che hanno tardato a iscriversi.

La mappa delle zone di provenienza degli studenti si estende a tutta la Toscana e, per la prima volta, anche all’Emilia. Delle 348 classi di Prato che si sono candidate, ne sono state ammesse 268 con 6.676 studenti e insegnanti. Di Firenze saranno 48 classi (rispetto alle 62 dell’anno scorso) per 1158 partecipanti; inalterati (rispettivamente 56 e 1319) i numeri di Pistoia e quelli di altre province: Arezzo, Lucca, Massa, Pisa (22 classi per circa 500 persone); una classe, infine, da Castiglione de Pepoli. La fetta dei pratesi rappresenta il 69% del totale. Il progetto è coordinato dalla Provincia, cofinanziatrice (20%) con la Regione (80%) della spesa per i trasporti per un totale di 50mila euro, mentre i costi rimanenti sono stati coperti dai musei per un totale di 80mila euro.

“Visti i numeri dell’anno scorso abbiamo ritenuto di riproporre questo progetto, la cui capacità di far conoscere luoghi dislocati nella provincia mettendo a disposizione un mezzo per raggiungerli più facilmente, rappresenta un contributo importante alla crescita e alla formazione dei ragazzi”, ha dichiarato Biffoni sottolineando che si tratta di un progetto “che si inserisce un ragionamento di promozione territoriale e turistica del territorio”.

Lo sforzo da parte della Provincia, per quanto possibile e compatibilmente con quelle che in futuro saranno le competenze dell’ente, è di continuare a garantire il proprio contributo all’iniziativa. “Di fronte al peggioramento della situazione finanziaria – ha aggiunto Fabiana Fabbri, funzionario dell’ufficio Cultura che ha seguito il coordinamento – il tentativo di valorizzare i musei periferici tenendo conto della loro dislocazione sul territorio, avrà una ricaduta positiva in termini di visitatori, aiutandoci a far conoscere queste istituzioni anche alle famiglie degli studenti”.

Duplice l’obiettivo che si intende raggiungere: “Far fare uscite didattiche alle scuole mettendo loro a disposizione il trasporto gratuito in un momento in cui gli istituti non hanno risorse, specie per le gite ; attivare una collaborazione, per niente scontata, tra musei, nell’ottica di produrre una sinergia che permetterà di valorizzare meglio i beni culturali pratesi”.

Le primarie hanno visitato per lo più i musei di Scienze planetarie, l’ Archeologico di Artimino, Scienze Naturali di Galceti e il Museo delle Macchine tessili di Vernio (Mumat). A scegliere Il Museo della Deportazione e Resistenza di Figline e il Museo della Badia di Vaiano sono stati in particolare i ragazzi delle medie e superiori. Tra le visite guidate proposte anche quella al museo Ardengo Soffici di Poggio a Caiano. Ai visitatori vengono regalati gadget e materiale informativo.

“Questo progetto diventa uno strumento didattico correlato ai programmi scolastici, in base ai quali vengono effettuate le scelte da parte degli insegnanti”, ha spiegato Maria Chiara Bettini, direttrice del Museo Archeologico di Artimino.

“Con l’inserimento della proposta nel Pic – ha dichiarato Aurora Castellani, presidente della Fondazione del museo della Deportazione - la Regione riconosce la validità dell’idea come strumento di promozione territoriale, che in questa veste non si era mai visto senza contare l’importanza per le scuole di poter contare su un progetto che contribuisce all’arricchimento didattico”.

Per Lisa Colombi, responsabile della didattica del Mumat, “fare rete è un modo di portare avanti una realtà museale, che da una parte agisce sul locale e dall’altra, senza una sinergia, sarebbe sicuramente più sterile”.

 

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