Trasporti
Contributi ai bisognosi Una “e” fa la differenza
La storia di Franco Grassi: in base all’Ise non ha diritto agli aiuti economici ma con l’Isee può partecipare al bando del Comune per pagare le bollette
PRATO. Quando una “e” fa la differenza. Secondo l'Ise (Indicatore della situazione economica) non ha diritti ad avere contributi da parte del Comune, mentre per i parametri dell' Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) è ammesso al bando in scadenza il 31 gennaio di aiuto alle famiglie per il pagamento delle utenze.
«Non capisco come mai – spiega Franco Grassi che ha denunciato l'incongruenza – le assistenti sociali utilizzano come parametro l'Ise , e quindi mi dicono che ho un reddito troppo alto, mentre nel bando comunale il riferimento è l'Isee e quindi posso concorrere. Io avrei però bisogno di contributi non una tantum».
Tra i due conteggi c'è una differenza di quasi 10mila euro dovuta a delle detrazione per i figli. Il calvario di Franco è iniziato nel 1999 quando ha dovuto chiudere l'attività di famiglia.
«Mia moglie stava male e non riuscivo più a far fronte a tutto, da allora ho lavorato a singhiozzo cercando di far crescere i miei due figli».
Ora a sostenere la famiglia è Stefano, che ha 27 anni ed è in attesa di un contratto a tempo indeterminato come elettricista. «Ha lavorato anche al cantiere del nuovo ospedale, ma non è lui che deve mantenerci. Sono io a dover assolvere quel compito e nonostante tutta la mia buona volontà non riesco a trovare nulla. Tutti mi dicono che sono bravo, ma nessuno mi offre un impiego in modo continuativo».
Nella sua vita Franco ha fatto di tutto, dal magazziniere, al portiere fino all' addetto alla sorveglianza. «Dopo la chiusura della ditta – racconta – ho trovato lavoro presso Mondo Coop, cooperativa del mercato generale di Firenze con sede a Roma. Mi avevano promesso un contratto a tempo indeterminato invece non hanno ottenuto l'appalto e mi sono ritrovato senza lavoro. Stessa storia quando ho fatto il sorvegliante sempre a Firenze».
La famiglia Grassi ora è disperata: ha bollette arretrate di acqua, luce e gas, oltre a 1.100 euro di condominio. «Parteciperò a quel bando, il mio Isee è di 6.708,41 euro e il tetto massimo è di 12.000, ma questo non mi risolve la vita. Ho notato che nel bando tra le categorie protette ci sono i profughi e che è aperto anche agli apolidi. Spero comunque di rientrarci».
Alle tante amarezze del cinquantunenne si unisce anche la sensazioni di essere solo a combattere contro un sistema assurdo. «Ho lanciato un appello sulla pagina facebook Sei di Prato se... per tastare l'interesse di chi si trova nelle mie stesse condizioni, per organizzare una sorta di tavolo di confronto per poi produrre idee concrete, ma ho avuto l'adesione soltanto di tre persone».
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