Il dolore
«Ospedale sottodimensionato, lo si sapeva»
L’ex sindaco Roberto Cenni: «Quando lo denunciavamo siamo stati tacciati di essere trogloditi»
PRATO. Sull’emergenza letti all’ospedale Santo Stefano interviene l’ex sindaco Roberto Cenni, oggi consigliere comunale. «Purtroppo fa male, ma ci troviamo costretti ad affermare che "l'avevamo detto". Le notizie che, oramai da alcuni giorni, giungono dall'ospedale Santo Stefano sono allarmanti. Avere un nuovo ospedale, inaugurato da poco più di un anno, al collasso per i numerosi accessi è una situazione che conferma quanto andiamo dicendo da tempo insieme all'ex assessore Dante Mondanelli. I posti letto sono insufficienti a fare fronte alle necessità della popolazione della provincia di Prato. Le linee guida del Ministero della Salute parlano di 3,7 posti letto ogni mille abitanti, il nostro ospedale ne prevede solo 2,7.
«Oggi leggiamo addirittura - prosegue Cenni - che un paziente con un intervento chirurgico programmato, sia stato rimandato a casa perché non poteva ricevere il posto letto e tutto questo senza la benché minima comunicazione da parte della direzione sanitaria. E in tutto questo la direttrice Carli ammette candidamente di avere fatto ricorso ai letti paganti disponibili per ridurre la situazione di emergenza. Mi rivolgo direttamente al sindaco Biffoni ed all'assessore alla salute dottor Biancalani, affinché facciano presente al presidente della Regione Rossi ed al presidente del Consiglio Renzi che, per una città come Prato, non sia sostenibile avere un ospedale che non riesce a far fronte a questi picchi di accessi. A suo tempo noi l'avevamo fatto e come risposta siamo stati tacciati di essere dei "trogloditi"».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
