Il Tirreno

Prato

l'oltraggio

"Giangrande, non mi fai pena, ti auguro di restare così per tutta la vita"

Giuseppe Giangrande, il bridadiere pratese ferito a Roma
◗
Giuseppe Giangrande, il bridadiere pratese ferito a Roma

Un pensionato emiliano è stato citato in giudizio dalla Procura di Bologna per alcune lettere inviate al centro di riabilitazione di Montecatone e ritenute ingiuriose nei confronti del brigadiere di Prato ferito nell'attentato davanti a Palazzo Chigi. L'autore confessa e spiega: "Sono indignato per i casi Aldrovandi e Cucchi"

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Un gesto odioso nei confronti di una persona che ha già pagato un prezzo altissimo per aver fatto il suo dovere e che non si può nemmeno difendere. E' l'accusa nei confronti di un pensionato emiliano di 77 anni che è stato citato in giudizio dalla Procura di Bologna. L'anziano, secondo quanto riferisce l'agenzia Ansa, avrebbe inviato lettere anonime ritenute ingiuriose a Giuseppe Giangrande, il brigadiere dei carabinieri ferito a colpi di pistola nell'aprile 2013 davanti a Palazzo Chigi da Luigi Preiti. Il pensionato è stato citato in giudizio dalla Procura di Bologna dopo le indagini dei carabinieri di Imola sugli scritti arrivati al centro riabilitativo di Montecatone, dove Giangrande trascorre periodi di cura. "Non mi fa minimamente pena", si legge in una lettera dove si augura al militare "di restare così tutta la vita".

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.6965566:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2013/04/28/news/e-di-prato-uno-dei-carabinieri-feriti-nell-attentato-davanti-a-palazzo-chigi-1.6965566]]

Le lettere raccomandate inviate al centro di riabilitazione di Montecatone sono tre, tra maggio e settembre 2014, due quelle considerate ingiuriose: sono state ricevute dalle figlia di Giangrande, Martina, che ha presentato querela. I militari sono arrivati all'anziano risalendo ai due diversi uffici postali da cui sono state spedite e si è arrivati all'identificazione dell'autore dopo aver visionato le immagini della videosorveglianza degli uffici. Il procuratore aggiunto Valter Giovannini ha emesso un decreto di perquisizione e quando i carabinieri sono arrivati a casa del pensionato, questi ha ammesso, dicendo di aver scritto perché indignato contro le istituzioni. Nelle lettere si fa riferimento ai casi Aldrovandi, Cucchi, Uva, Mogherini e ad un controllo subito dopo essere passato con il rosso.

"Siete delle belve - si legge in passaggio - qualche sbirro è morto, ma sono di più i cittadini inermi da loro uccisi". "Non mi rallegro di sapere - è un'altra frase - che le sue condizioni siano migliorate". Il reato di ingiurie è di competenza del giudice di pace e l'indagato rischia una pena pecuniaria. Per il procuratore aggiunto Giovannini si tratta di "lettere dal contenuto oltre che ingiurioso, crudele sul piano umano".
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web