La manifestazione
Due risse in 12 ore: ecco il “Bronx” di Prato
Spaccio e violenza: da via Pier Cironi il regno della criminalità s’allarga a via Santo Stefano. Il negozio Ovattoni se ne va
PRATO. Il triangolo dello spaccio e delle risse si sta allargando. I negozi gestiti da stranieri aumentano e con questi cresce anche l'area dove c'è il disagio. Non è un problema di paese di provenienza ma di non rispetto delle regole. Da Santa Margherita a via Pier Cironi il "giro" è arrivato anche in via Santo Stefano e in via Tintori. All'angolo tra le due strade recentemente "colonizzate" abita da anni Brando Guarducci. Ed è stato spettatore in 12 ore di due risse. Un gruppo di persone, di origine nigeriana, si è preso a botte alle 2 di notte di ieri e poi, qualche ora dopo alle 13,30. In mano bastoni e pezzi di sedie da ufficio in metallo, in terra il sangue dei feriti. Due uomini, uno per rissa. La situazione è incandescente anche un'ora dopo la rissa. I contendenti non si sono dileguati nonostante l'intervento delle forze dell'ordine e due fermi. E girano per quelle strade all'ombra della Cattedrale. Con loro tante facce note dello spaccio pratese. Alle 16 c'erano una cinquantina di uomini, tra i 30 e i 50 anni, tutti in strada. A passeggiare, a parlottare, a scambiarsi "pacchettini" senza timore alcuno di essere visti.I commercianti e i residenti sono sul piede di guerra. In via Santa Margherita e in via Pier Cironi il clima è bollente ormai da anni, nelle strade adiacenti la situazione è peggiorata con l'apertura di un nuovo negozio un mese fa. In vetrina ci sono accessori per i capelli. Il vetro dell'ingresso è già rotto. Si sta pensando di chiedere un incontro al Comune e alle forze dell'ordine. E mentre in un angolo di Prato si discute su come reagire, pochi metri più in là c'è chi si arrende. Lo storico negozio di cornici, dopo 56 anni, si trasferisce. "Basta, non è più un luogo vivibile", spiega Paolo Ovattoni, il titolare.Erano le due di notte quando Guarducci si è affacciato alla finestra. Dalla strada e dal nuovo negozio (aperto) si sentivano delle grida. Degli uomini si stavano picchiando di santa ragione. Uno sanguinava. Sono arrivate le forze dell'ordine. Sono stati fermati tre nordafricani.
Alle 13,30 è scattato l'allarme per una nuova rissa. Anche in questo caso due gruppi di nigeriani si sono presi a botte. Anche con uno sgabello. C’è stato un ferito. Prima sono arrivati i vigili urbani, poi carabinieri e polizia. Non è stato facile sedare gli animi. "Abbiamo sentito gridare e poi hanno cominciato a fare a botte", riferiscono Patrizia Ferraboschi e Simonetta Pasquini, due commercianti della zona. Ancora sangue. Ancora sirene.
"Abbiamo intenzione di chiedere un incontro con il sindaco - spiegano le commercianti - per segnalare quello che succede. Questi negozi diventano il centro di qualcos'altro. Non lo nascondono neppure: è sufficiente passare e guardare per rendersi conto che qualcosa non va".
"Spaccio, prostituzione, violenza". Paolo Ovattoni va dritto al sodo e annuncia che tempo due mesi e anche la sua saracinesca sarà abbassata. "Ho già trovato un fondo dove trasferirmi. Lascio questa zona perché non è possibile rimanere: i clienti hanno paura a parcheggiare e ormai è una zona fuori controllo. Abbiamo resistito anche troppo. Adesso ce ne andiamo. E se noi negozianti lasciamo è sicuro che qui non si recupera proprio niente. Quando c'era l'assessore Milone avevamo la sensazione che si impegnasse nel tentativo di risolverla ma adesso non vediamo più neppure la volontà politica».
Gli Ovattoni da sempre sono attivi politicamente, nel centrodestra, e quindi la posizione non stupisce ma è vero al di là delle considerazioni personali che qui, al Canto delle tre Gore, c'è un angolo di città fuori controllo nonostante le telecamere, nonostante il passaggio quasi continuo delle forze dell'ordine. Questo fazzoletto di Prato sembra ormai sotto controllo della criminalità. Ci sono anche i “pali”. Basta farci un po' l'occhio e si incrocia chi osserva, chi entra e chi esce. Chi aspetta lo spacciatore, chi passa in auto e prende la sua dose. E' un mercato di droga all'aperto e sotto l'occhio di tutti. Ed è un mercato all'ingrosso. Si scende dal treno al Serraglio, si acquista e si risale in treno. Ormai da varie città dell'entroterra toscano.Nonostante le due risse in poche ore anche alle 17 è scattato un nuovo allarme. Una nuova rissa fermata dall'intervento dei carabinieri e dal controllo di un pluripregiudicato.
"E' necessario un lavoro di squadra per garantire la sicurezza, reale e percepita, nella nostra città. Come sindaco sto mettendo in campo tutti gli strumenti necessari, ma deve arrivare una risposta forte e compatta". Ha commentato il sindaco Matteo Biffoni tornando a chiedere un'azione coordinata da parte di tutte le istituzioni per ribaltare i dati della città di Prato sul tema sicurezza. "Ringrazio la polizia municipale per il tempestivo intervento in via Santo Stefano dove, insieme ai carabinieri, gli agenti hanno sedato la rissa tra extracomunitari. Nelle prossime settimane potremo concretizzare un aumento degli agenti della polizia municipale, mentre dal Ministero degli Interni aspettiamo - e richiediamo con forza - un aumento degli organici della questura. Questo è tutto quello che l'amministrazione sta facendo e continuerà a fare"
Intanto in accordo con il prefetto è stato chiesto un comitato sulla sicurezza e l'ordine pubblico perché ci sia un confronto e una condivisione delle strategie migliori da mettere in campo.
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