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sanità

Il direttore sanitario Simona Carli: "I letti non mancano, c'è stato solo un disguido"

di Barbara Burzi
Letti nei corridoio all'ospedale di Prato (foto d'archivio)
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Letti nei corridoio all'ospedale di Prato (foto d'archivio)

Due interventi chirurgici all'ospedale Santo Stefano  sono stati annullati all'ultimo momento.  La segnalazione del Centro per i diritti del malato

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PRATO. "Non abbiamo rimandato a casa nessuno per mancanza di posti letto, c’è stato un disguido tra operatori sanitari”. Sul caso segnalato dal Centro per i diritti del Malato riguardante un paziente rispedito a casa stamani, 19 gennaio, dall’ospedale, dove aveva un appuntamento per un intervento chirurgico, rimandato a data da destinarsi, è intervenuto il direttore sanitario dell’Asl 4, Simona Carli, chiarendo che “quanto accaduto questa mattina al Santo Stefano è dovuto a un errore che sarebbe potuto succedere in qualsiasi momento”. A quanto pare non c’entrerebbe nulla l’emergenza influenza che da prima di Natale si è diffusa a macchia d’olio con il rischio di mandare in tilt il sistema ospedaliero, a causa dell’intenso afflusso di parsone malate che hanno ridotto a zero il numero di posti letto. Il problema è un altro.

“Sono due gli interventi programmati che stamani non sono stati eseguiti – spiega il direttore sanitario – si trattava di interventi da effettuare in day hospital, in un caso all’ernia e nell’altro alle vene, che sono stati bloccati per un errore, in quanto non si riuscivano a trovare la nota operatoria e un posto disponibile, ma c’erano entrambi. Mi scuso dunque con i diretti interessati, che saranno richiamati nei prossimi giorni”.

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Carli non nasconde che l’ospedale stia vivendo delle criticità dovute agli afflussi record delle ultime settimane, nonostante questo però il direttore garantisce che, “grazie all’incredibile sforzo che stanno facendo tutti gli operatori sanitari dell’ospedale, la struttura ha potuto continuare a garantire gli interventi di sala operatoria e sta rispondendo bene ai picchi di attività a cui è sottoposta”.

“La situazione è al limite del collasso – commenta - dal 24 dicembre a oggi il numero di accessi giornalieri al pronto soccorso non è mai sceso sotto quota trecento con picchi anche di 343. Numerosi anche i ricoveri, che mediamente sono stati di 25 al giorno, ma che alcune volte hanno raggiunto punte di 40”.

Sulla grande affluenza di pazienti in ospedale nel periodo a cavallo tra dicembre e gennaio ha pesato molto l’influenza stagionale che quest’anno ha finito per colpire una platea più vasta del solito, a causa della mancata somministrazione di circa un terzo di dosi di vaccino. La psicosi della paura di vaccinarsi generata dal ritiro di alcuni lotti di vaccino dal mercato dopo i casi di decessi sospetti, ha influito sulla scelta da parte di molte persone di rinunciare a sottoporsi alla vaccinazione, con il risultato che il numero di ammalati è salito.

“Gli ambulatori medici sono pieni –prosegue Carli – all’esplosione dell’influenza di stagione si sommano le conseguenze del calo del numero di somministrazioni di vaccino effettuate, come del resto ci aspettavamo. Solo che quando a rinunciare alla vaccinazione preventiva sono gli anziani o persone affette da patologie particolari, il rischio di complicanze scatenate dai sintomi influenzali è maggiore”.

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Si parla di “un aumento del 20% di accessi pediatrici e del 10 % di accessi globali”. In un’organizzazione per intensità di cura e assistenza, la necessità di far fronte anche ai pazienti colpiti dai malanni di stagione può mettere in crisi il modello ospedaliero. “Non è così – mette in chiaro il direttore - i ricoveri ospedalieri da influenza sono limitati ai casi di effettiva necessità: ci sono sintomi influenzali che possono essere gestiti tranquillamente a casa propria e altri che generano complicanze come la polmonite che, a sua volta, può provocare insufficienza respiratoria”.

La situazione è sotto controllo e l’organizzazione sta reggendo bene: “Stamani c’erano tre persone in attesa di un posto letto, ma contiamo sul fatto che di lunedì, generalmente, vengono dimesse più persone rispetto alla domenica. Speriamo comunque che quest’ondata finisca presto”.

Intanto, domani, 20 gennaio, cinque interventi in Day Surgery dei ventiquattro previsti sono stati annullati. I pazienti sono stati avvisati. Disguidi o complicanze i letti sembrano comunque mancare.

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