Il Tirreno

Prato

Borse, frutta e stoffe i negozi del centro coi capelli grigi

di Alessandra Agrati
Borse, frutta e stoffe i negozi del centro coi capelli grigi

Ecco chi resiste da anni alla crisi e tiene alzata la saracinesca I commercianti storici raccontano i loro “segreti”

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PRATO. Frutta e verdura, pasta fresca e non solo. Sono ancora molte le botteghe con i capelli d'argento che si trovano in centro storico. Tanti lettori, dopo un primo articolo sul commercio della tradizione pratese, hanno scritto per segnalarci le botteghe che hanno fatto la storia di Prato. «I nostri clienti - spiega Luciana Mordini della del negozio di ortofrutta Primizia - cercano anche un rapporto familiare. Spesso si intrattengono a parlare, ci racconto della loro famiglia.

E' questo aspetto che ci ha fatto crescere e continuare a rimanere aperti. Siamo anche un punto di riferimento per i ragazzi della Monash quando tornano a casa vengono a farsi un selfie con noi. In pratica siamo famosi in tutto il mondo».

Il negozio è stato fondato nel 1910, ma Mordini insieme al socio Marco Rinaldi lo gestiscono dal 1979. Anche per Patrizia Ferraboschi dell' omonimo pastificio che quest'anno festeggia 60 anni di attività, il legame con la clientela è fondamentale. «Chi viene da noi, oltre a volere un prodotto specifico, si identifica con la nostra produzione che ha radici emiliane. La base dei nostri tortelli è sempre la stessa poi viene declinata in nuovi sapori. Sicuramente siamo selettivi per quanto riguarda l'offerta: da noi non si trova tutto, ci sono prodotti che per scelta non teniamo».

Anche per Ovattoni cornici la fedeltà della clientela è un vanto.

«Ormai siamo arrivati a servire la terza generazione - spiega Paolo Ovattoni - abbiamo aperto nel 1958. Il nostro è un lavoro di puro artigianato, consigliamo, ma soprattutto realizziamo delle cornici sempre diverse. Ho incorniciato di tutto, dalle scarpe ai cappelli alle fotografie fino alle televisioni. Ora ne sto realizzando una molto complessa, ma facendo tesoro della mia esperienza riuscirò a completarla».

La storia di Valeria Romagnoli è simile a quella dei colleghi: negozio fondato cinquantaquattro anni fa dal padre , che aveva un banchino di borse in piazza Duomo, passato poi alla figlia Valeria e ora gestito insieme a Serena. «Da noi è passata la storia della moda della pelletteria - spiega Valeria - abbiamo ancora collezioni di borse degli anni Sessanta, altri pezzi invece che non abbiamo venduto sono stati trasformati in oggetti particolari: la 24 ore stile 007, ad esempio, è diventato un orologio, mentre alcune cinture sono state utilizzate per ricoprire la seduta di una vecchia seggiola».

Dalle borse ai tessuti il passaggio è obbligatorio da Dante , in via Garibaldi, il regno di tutti i pratesi che volevano confezionarsi un vestito di qualità. «E' stato fondato da mio padre nel 1959 - spiega Daniele Cortoni - dopo che per dieci anni ha fatto il commesso da Felice Bresci, uno dei negozi più importanti della città. Dal 1992 siamo subentrati io e mio fratello e ci siamo trovati a gestire una situazione diversa, abbiamo ancora una clientela affezionata, anzi si registra sicuramente un ritorno alla sartoria, ma è cambiato il gusto. Soprattutto quello dei pratesi che non sanno più riconoscere una seta, da un misto seta o da un acrilico. E' una tristezza vedere questo declino».

Altro negozio storico è Cappelleria Teresa, nato nel 1910 e gestito dal 1978 da Teresa Tulli che per decenni è stata commessa nello stessa bottega. «Ora ad aiutarmi c'è mia figlia Fulvia, i tempi sono cambiati per anni facevano noi i capelli, utilizzando una rete di artigiani, ora questa parte si è ridotta, ma restiamo un punto di riferimento».

A chiudere il breve excursus Tani, negozio di bijoux inaugurato nel 1958 da Mario Tani, punto di riferimento per numerose spose che andavano a farsi fare gli accessori per il grande giorno munite di un pezzetto di stoffa del vestito, ma anche per cantanti come Mina. Tra le tanti servizi offerti anche quello particolare di noleggio di vestiti di carnevale su misura.

«Erano altri tempi- spiega Gabriele Tani - il carnevale era sentito e mio padre, che è stato uno dei costumisti della Rivista del Buzzi, amava vestire le persone, così noleggiava i costumi e poi li adattava a ciascuno. Oggi siamo specializzati su altri servizi che però presuppongono sempre la fiducia della nostra clientela, ho mantenuto gli insegnamenti di mio padre e questa è stata una mossa vincente».

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