La manifestazione
Sul treno della memoria c'è molta Prato
Lunedì 19 partono da Firenze per Auschwitz 36 studenti e 6 insegnanti del Classico europeo (annesso al Convitto Cicognini), del Copernico, del Buzzi, del Dagomari, del Datini e del Marconi. Per la quarta volta è la Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza di Figline di Prato a fornire consulenza scientifica e apporto organizzativo
PRATO. C’è molta Prato sul treno della memoria promosso dalla Regione Toscana che lunedì 19 gennaio alle 11 partirà dalla Stazione di Santa Maria Novella per Auschwitz con circa 740 persone tra cui oltre 600 tra studenti e insegnanti:
Per la quarta volta è la Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza di Figline di Prato a fornire consulenza scientifica e apporto organizzativo a questo grande evento che ogni due anni porta giovani di tutte le Province toscane in Polonia a visitare il lager simbolo dello sterminio nazista ed ad affrontare le tematiche legate alla persecuzione delle “categorie” che per i nazisti dovevano essere eliminate o almeno “neutralizzate”: ebrei, “zingari”, omosessuali, testimoni di Geova e oppositori politici. Ci sarà spazio anche per confrontarsi con tragedie più vicine nel tempo, come quella dei “desaparecidos” in Argentina, grazie alla presenza sul treno di Vera Vigevani Jarach, testimone della persecuzione antiebraica in Italia per le leggi razziali del fascismo a cui è seguito l’esilio in Argentina e l’uccisione della figlia per mano della dittatura di Videla negli anni ’70. Sarà centrale e di grande impatto per i ragazzi l’incontro con questa “Madre di Plaza di Majo” così come con altri testimoni sopravvissuti a Shoah e deportazione: le sorelle Andra e Tatiana Bucci, Vera Michelin Salomon e Marcello Martini, anche lui pratese.
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Con la direttrice del Museo Camilla Brunelli partono i suoi collaboratori che per mesi hanno lavorato intensamente a questo progetto, Elena Bresci, Enrico Iozzelli (anche rappresentante dell’ANED di Prato) e Alessandro Bianchini. Ci sarà, a dare il suo contributo, il ragazzo austriaco che al Museo presta il servizio civile, Luca Ploderer. Partirà insieme al gruppo lo storico pratese Luca Bravi, esperto del Porrajmos, lo sterminio nazista di rom e sinti, e ci saranno anche alcuni sinti di Prato, tra cui Ernesto Grandini, invitati dalla Regione.
Da Prato partono 36 studenti e 6 insegnanti del Classico europeo (annesso al Convitto Cicognini), del Copernico, del Buzzi, del Dagomari, del Datini e del Marconi.
Il treno della memoria, oltre ad essere un importante progetto formativo è anche un’occasione, sempre più rara nella nostra società, di partecipazione, reale e non virtuale, ad un evento collettivo di grande significato.
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