Sicurezza
Sasch, Intesa non si costituisce parte civile
Entra nel vivo l’udienza preliminare per la presunta bancarotta. La banca si affida al giudice civile
PRATO. Banca Intesa, uno dei maggiori creditori del Gruppo Sasch, ha rinunciato a costituirsi parte civile nel procedimento penale per bancarotta fraudolenta in cui è imputato l’ ex sindaco di Prato Roberto Cenni insieme ad altri 16 tra ex amministratori e professionisti legati alla galassia di società fallite sotto il peso di decine di milioni di debiti.
E’ questa la principale novità emersa nel corso dell’udienza preliminare davanti al giudice Angela Fantechi che è entrata nel vivo ieri nell’aula al secondo piano del Palazzo di giustizia, dopo che la prima udienza in calendario, alla metà di dicembre, era stata rinviata per un difetto di notifica nei confronti di un avvocato difensore.
Durante l’udienza di ieri hanno proposto la costituzione di parte civile il Monte dei Paschi, il Banco Popolare e Unipol Banca. Banca Intesa, invece, che è uno dei maggiori creditori del Gruppo Sasch (gli avvocati parlano di una ventina di milioni di euro di esposizione), ha preferito non costituirsi. Questo non significa che l’istituto di credito rinunci a tentare di recuperare quanto gli è dovuto. Essendosi insinuato nel fallimento del gruppo Sasch, Intesa sarebbe coperta dall’azione civile intentata dalla curatela nei confronti degli ex amministratori Sasch. Per lo stesso motivo (l’azione civile già intrapresa) nemmeno la curatela ha proposto la costituzione di parte civile e farà valere le proprie ragioni davanti al giudice civile che nei mesi scorsi ha ordinato sequestri di beni per decine di milioni di euro.
L’inchiesta sulla presunta bancarotta fraudolenta del Gruppo Sasch è andata avanti per quattro anni prima di arrivare alla richiesta di rinvio a giudizio, depositata dal sostituto procuratore Eligio Paolini nello scorso mese di luglio alla vigilia del suo trasferimento alla Procura di Firenze.
Il procedimento non si concluderà molto rapidamente. Altri mesi sono serviti per arrivare all’udienza preliminare, lo scorso dicembre, e altri ancora serviranno per concludere l’udienza preliminare, si calcola non prima della fine di febbraio, ma più probabilmente a marzo. Poi verrà fissato l’eventuale processo con rito ordinario. Nessuno al momento ha avanzato richiesta di riti alternativi.
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