Il Tirreno

Prato

il processo

Sasch, Banca Intesa non si costituisce parte civile

A sinistra l'ex sindaco Roberto Cenni
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A sinistra l'ex sindaco Roberto Cenni

Prato, all'udienza preliminare che vede imputato per bancarotta fraudolenta l'ex sindaco di Prato Roberto Cenni c'è la rinuncia del principale creditore

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PRATO. Banca Intesa, uno dei maggiori creditori del Gruppo Sasch, ha rinunciato a costituirsi parte civile nel procedimento penale per bancarotta fraudolenta in cui è imputato l’ex sindaco di Prato Roberto Cenni insieme ad altri 16 tra ex amministratori e professionisti legati alla galassia di società fallite sotto il peso di decine di milioni di debiti. E’ questa la principale novità emersa nel corso dell’udienza preliminare davanti al giudice Angela Fantechi che è entrata nel vivo oggi, 15 gennaio, dopo che la prima udienza in calendario, alla metà di dicembre, era stata rinviata per un difetto di notifica.

Durante l’udienza odierna hanno proposto la costituzione di parte civile il Monte dei Paschi, il Banco Popolare e Unipol Banca. Banca Intesa, invece, che è uno dei maggiori creditori del Gruppo Sasch (gli avvocati parlano di una ventina di milioni di euro di esposizione), ha preferito non costituirsi. Questo non significa che l’istituto di credito rinunci a tentare di recuperare quanto gli è dovuto. Essendosi insinuato nel fallimento del gruppo, Intesa sarebbe coperta dall’azione civile intentata dalla curatela nei confronti degli ex amministratori Sasch. Per lo stesso motivo (l’azione civile già intrapresa) nemmeno la curatela ha proposto la costituzione di parte civile.

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