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Prato

Prato, colletta davanti a San Francesco per comprare una videocamera ai soldati ucraini

Il volantino distribuito davanti alla chieda greco-cattolica di Pratode
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Il volantino distribuito davanti alla chieda greco-cattolica di Pratode

Volantinaggio all'esterno delle chiese greco-cattoliche di Prato (la cappella Migliorati) e Firenze per l'acquisto dello strumento che consente di sorprendere il nemico di notte e che costa 3.000 euro. Anche la Diocesi di Prato ha preso le distanze, il sacerdote ucraino si difende: "Non è un'arma"

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PRATO. Un volantino è stato distribuito all'esterno delle chiese greco-cattoliche di Firenze e Prato (la chiesa è quella di San Francesco dove ogni domenica nella cappella Migliorati viene celebrata la messa per la piccola comunità ucraina di Prato), allo scopo di raccogliere fondi "per comprare una buona imager Pulsar Quantum HD50S", una videocamera termica, "per un gruppo di soldati ucraini che combattono in prima linea al fronte sul territorio di Donetsk e Lugansk in Ucraina". Lo riferisce oggi, giovedì 15 gennaio, il quotidiano La Repubblica.

L'arcidiocesi fiorentina ha preso le distanze: "l'Arcivescovo e i suoi collaboratori nel governo pastorale segnalano di non essere stati messi al corrente e si dissociano dall'iniziativa - si legge in una nota - che viene giudicata impropria per una realtà ecclesiale".-

L'immagine del volantino utilizzato per la colletta sarebbe tratta da un videogioco di guerra che mostra un soldato con il corpo ricoperto dalle fiamme. A lato un carro armato e al centro una videocamera termica. Sotto, un testo in ucraino che inizia con un appello: "Il popolo deve essere unito per non far morire l'Ucraina".

La termocamera del costo di 3.000 euro consente di sorprendere il nemico di notte. Il volantino spiega che l'imager "permette di agire con successo sia nell'attacco, sia per la difesa - lì dove ce l'hanno, i soldati possono dormire tranquilli, noi vogliamo che loro tornino vivi".

L'appello, rilanciato online nella pagina Facebook della Chiesa ucraina di Firenze, ha fatto discutere gli utenti. Qualcuno obbietta che così si finanzia la guerra. "Non è un'arma - si difende il sacerdote Volodymir Voloshyn - si usa anche per altri scopi. In Ucraina dobbiamo salvare la nostra gente". Padre Vladimir, così è conosciuto presso la diocesi di Prato, vive a Firenze ma ogni domenica viene a Prato, in San Francesco, per celebrare la messa per la piccolo comunità locale.

La Diocesi di Prato, venuta a conoscenza dell'iniziativa, si è subito mobilitata per capire. Pare che il manifesto non sia stato affisso nella Cappella Migliorati dove si riunisce la comunità ucraina pratese, nè sia avvenuto alcun volantinaggio, almeno per il momento.  E' comunque negativo il giudizio che viene dato sulla raccolta di fondi "perchè - è il parere della Diocesi, assoltamente in  linea con quello di Firenze - non è opportuno in una chiesa, raccogliere denaro per strumenti che servono alla guerra". La comunità ucraina che frequenta Cappella Migliorati è composta da una cinquantina di persone, in  prevalenza donne (molte le badanti). In molte hanno figlio, fratelli mariti, arruolati nell'esercito ucraino.

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