Sicurezza
Più sorveglianza per la scuola Bartolini di Vaiano
Dopo le minacce del marocchino un gruppo di mamme ha chiesto al sindaco Primo Bosi di potenziare la presenza di vigili urbani e di prevedere l'installazione di telecamere. Intanto l'uomo ha di nuovo dato in escandescenze prendendo a calci la propria porta
VAIANO. Dopo le minacce del padre marocchino davanti alla scuola elementare di Vaiano, in paese ritorna un apparente calma, anche se genitori e cittadini sono sempre più determinati a mettere la parola fine a una storia che si trascina da troppo tempo.
In mattinata una delegazione di mamme si è incontrata con il sindaco Primo Bosi per chiedere di intensificare la sicurezza in prossimità delle scuole. “Mi hanno fatto tante proposte – spiega il sindaco – tra cui quella di potenziare la presenza dei vigili urbani, ma anche di installare delle telecamere. Sono strade entrambe percorribili. Per quanto riguarda il sistema di videosorveglianza dobbiamo fare dei sopralluoghi per capire se è possibile utilizzare la canalizzazione già presente o se è necessario procedere con altri scavi. Penso che al di là di quanto successo, questa soluzione sia importante anche per scoraggiare atti vandalici”. I genitori stanno valutando la possibilità di assumere una guardia giurata che sorvegli la zona delle scuole.
Anche dai cittadini provengono richieste di intervento nei confronti dell’ uomo marocchino. “Insieme ai carabinieri di Vaiano stiamo cercando di raccogliere le testimonianze sui comportamenti scorretti e intimidatori tenuti dall’ uomo marocchino. Questo per avere un quadro più completo e consegnare al magistrato un dossier basato su fatti concreti. Toccherà poi al giudice valutare l’intervento migliore per la sicurezza della popolazione. Del resto non mi risulta che dopo quanto sia successo qualcuno abbia sporto denuncia nei suoi confronti.”
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Che l'uomo non sia un tipo tranquillo lo ha confermato anche oggi, 14 gennaio. Dimesso dall'ospedale Santo Stefano sono riprese le tensioni con i vicini. Intorno alle 15,30 l’uomo ha raggiunto la sua abitazione in via Braga, ma non aveva le chiavi per entrare così ha iniziato a tirare calci e pugni alla porta di casa spaventando i vicini che hanno chiamato i carabinieri. Nel frattempo sono arrivati anche i vigili del fuoco per far rientrare in casa il marocchino.
“In Italia – spiega Anna Ciardi che vive accanto alla famiglia marocchina – le persone per bene non sono tutelate. Si permette ad una persona che è sembra fuori di testa, ma in realtà è un delinquente, di tornare a casa come se nulla fosse. Dobbiamo essere sgozzate, forse, prima che qualcuno intervenga?”. L’uomo dopo che i vigili del fuoco hanno forzato la porta di casa per farlo entrare, è salito sulla sua macchina e si è allontanato da via Braga.
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