Il Tirreno

Prato

LA STORIA

Da disoccupata a imprenditrice: «A 40 anni si riparte»

Alessandra Agrati
Da disoccupata a imprenditrice: «A 40 anni si riparte»

La storia a lieto fine di Rachele Tota dopo tante delusioni. Lo scorso dicembre ha aperto un negozio a Santa Lucia

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PRATO. Di necessità si può ancora fare virtù e a 40 anni riciclarsi da dipendente a imprenditrice nel settore dell'arredo bagno, da sempre prerogativa maschile. Rachele Tota, dopo quasi venti anni da commessa a dicembre, impiegando la sua liquidazione visto che non poteva usufruire di nessun finanziamento, ha aperto “Spazio Superfici” dove oltre a vendere prodotti offre anche servizi. «Non avrei mai pensato di diventare imprenditrice – racconta – quando ho scelto a 20 anni di fare le dipendente mi immaginavo che lo avrei fatto per tutta la vita». E invece non è andata proprio così. Dopo il diploma di geometra Rachele lavora presso alcuni studi tecnici e poi alla Pentastar di Vaiano, azienda specializzata nell' arredo bagno. «Dopo dieci anni, siamo nel 2011, l'azienda chiude e così con una figlia piccola mi trovo a cercare un nuovo impiego». Ma la fortuna sembra essere dalla parta della giovane mamma che, grazie ai contributi statali, viene riassunta da una piccola azienda di Vaiano sempre dello stesso settore.

«Per primi dodici mesi ho un contratto a tempo determinato che l'anno successivo di trasforma in definitivo. A questo punto mi sento tranquilla, il lavoro, anche se meno rispetto al decennio precedente, non manca». Passa un anno, aprile 2014, e la donna viene licenziata. «Il venerdì - racconta – arrivo in ufficio e non trovo più il mio computer, il sabato mattina mi viene consegnata la lettera di licenziamento. Mi crolla il mondo addosso». Inizia così il calvario dei curriculum inviati.«Ne ho presentati a centinaia, molte aziende non mi hanno neppure risposto, altre mi hanno fatto capire che ormai ero vecchia per aspirare ad un' assunzione».

Tra le tante telefonate fatte Rachele contatta anche un fornitore della vecchia azienda in cui lavorava. «E' stato lui a indicarmi la strada dicendomi che con la mia esperienza avrei potuto mettermi in proprio». Detto fatto a settembre trova un locale a Santa Lucia, l'unica zona di Prato non coperta da altri negozi, e comincia l'avventura come imprenditrice. «A dicembre ho inaugurato l'attività cercando di risparmiare dove era possibile: l'arredo del negozio è fatto con materiale di riciclo, ho chiesto aiuto a mio padre per posare il pavimento e tinteggiare. Tutto questo per non lesinare sulla qualità dei prodotti e dei servizi. Sono contenta della scelta fatta che in parte coinvolge anche mia figlia, un domani potrebbe passare a lei»

 

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