Sicurezza
"Quell'uomo ci dice di stare zitte perché siamo donne"
La storia della difficile convivenza tra il quarantenne marocchino che si è messo a urlare davanti alla scuola elementare di Vaiano e le sue vicine di casa
PRATO. Una convivenza difficile quella fra il marocchino quarantenne, che questa mattina 13 gennaio ha minacciato di far saltare in aria la scuola primaria di Vaiano, e le sue vicine. Il problema sembra che sia proprio il rapporto con le donne, in presenza degli uomini cambia atteggiamento e diventa più mansueto. Da sei anni, quando insieme alla famiglia si è trasferito in via Braga, la situazione è progressivamente peggiorata fino a sfociare nell'ennesima pesante lite. “Siamo stanche di essere continuamente insultate da quest' uomo – spiegano le vicine – Ha evidentemente problemi con l'altro sesso. Ogni occasione è buona per provocarci. Abbiamo provato inutilmente tutte le strade, anche quella della denuncia, ma senza nessun risultato. Anzi se è possibile è diventato ancora più aggressivo nei nostri confronti facendoci passare da vittime a carnefici”.
Questa mattina intorno alle 7,30 in via Braga si è scatenato un putiferio. Il marocchino, secondo il racconto delle vicine che hanno subito chiamato i carabinieri, ha insultato una giovane donna che ha rimandato al mittente gli improperi. Da qui la reazione dell'uomo che ha iniziato a urlare, a quel punto si sono affacciati anche i parenti della donna che sono stati strattonati e picchiati. “Non è la prima volta che succede – spiega una delle persone aggredite – Questa storia va avanti da troppo tempo. Non si vive più, se non sono botte sono spregi: qualche settimana fa ha imbrattato la porta con escrementi, oggi suo figlio alla presenza del sindaco e dei carabinieri, ha spezzato lo specchietto retrovisore della mia macchina. Quest'uomo e la sua famiglia non si fermano davanti a niente”.
Il marocchino è sposato con una donna di italiana di Vergaio e ha tre figli, un maschio che frequenta le medie, una figlia alle elementari e una bimba di un anno. “Quello che succede nella loro casa a noi non interessa - continuano le vicine – ma non possono venire a litigare davanti alle nostre porte per esasperarci. Siamo tutte donne che abitano da sole e siamo stufe di vivere nel terrore. Abbiamo cercato di farlo ragionare, anche questa mattina gli abbiamo consigliato di tornare a casa, ma non è servito a niente. Solo perché siamo femmine ci dice di stare zitte, che non abbiamo il diritto di parlare”. Non chiarissima la dinamica della lite. Secondo le vicine, mentre c'erano ancora i carabinieri, l'uomo è riuscito a raggiungere la scuola primaria. “Questa mattina il figlio – spiegano le testimoni – aveva in mano un libro verde, crediamo fosse il Corano, poi forse l'ha dato al padre. Quello che è successo dopo non lo sappiamo, è certo che prima di picchiare la famiglia dei vicini ha cercato di provocarli insultandoli e bloccandogli la strada per uscire dal cortile. Non pensiamo che sia matto, è solo cattivo. Per impressionarci alle volte dice che vuole entrare a fare parte dell' Isis, ce lo auguriamo così almeno si allontana da Vaiano e noi possiamo tornare a vivere in tranquillità”.
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