Sicurezza
Flagello droga, anche due adolescenti dipendenti da eroina
Sert in allarme: aumentano i casi di giovani in crisi di astinenza e le overdose, ritorna la siringa. Per contrastare la piaga in arrivo gli operatori di strada. Il progetto "Outsider" presentato da Comune, Società della Salute e Cooperativa Cat: tre professionisti, dalla fine di gennaio, avvicineranno i tossicodipendenti in via Cironi, Serraglio e zone limitrofe
PRATO. Due minori di 18 anni in cura al Sert di Prato per una dipendenza da eroina. Altri due ragazzini in preda a crisi di astinenza per droghe diverse dall’eroina. Anche se i numeri sono piccoli i casi sono raddoppiati in un anno. Sono 14 i giovani tra i 18 e i 21 anni che hanno chiesto aiuto al personale sanitario del Sert . Complessivamente 18 accertati e con la tendenza ad aumentare e non è che la “punta dell’iceberg”: persone che hanno fatto un primo passo per uscire dalla loro malattia chiedendo aiuto agli specialisti.
Prato ha un problema grande: è diventata, forse senza accorgersene, la centrale di approvvigionamento delle droghe (tutte, eroina, cocaina, sintetiche, cannabis) e di consumo più attiva della Toscana. Prima c’era Campi Bisenzio, poi Perugia ora Prato. Ed è forse per questo che “ l’88% dei casi arrivati al Sert – spiega la direttrice Antonella Manfredi – riguarda persone sconosciute, forse anche non di Prato, che però qui vengono a comprare e a usare la droga”. Il restante 12% era conosciuto al personale Sert. .
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Centoquarantasei casi di overdose nel 2014, tre persone decedute, il ritorno in auge di una droga “datata” e pericolosissima come l’eroina, fumata anche dai ragazzini che a Prato , proprio perché il giro garantisce ottimi affari, riescono a comprarsi una dose con pochi soldi: 10 euro contro i 25-30 euro di Firenze. “Ma d’altro canto – afferma Daniele Bertini, vice presidente della Cooperativa fiorentina Cat – la droga segue leggi di mercato tutte sue: più se ne consuma e meno costa”.
E’ per dare un freno a quella diventata una piaga sociale ma che si fatica ancora a riconoscere che il Comune ha chiesto aiuto - come annunciato - agli specialisti che dalla fine di gennaio – primi di febbraio lavoreranno, prima di tutto, nelle zone ad alto rischio: Serraglio, via Cironi, aree limitrofe. Sono in arrivo gli operatori di strada, finanziati con 40.000 euro della Regione e altri 8.000 messi dal Comune e dall’Asl.
Il progetto “Outsider” è stato presentato oggi, martedì 13 gennaio, dal vicesindaco con delega alla Sicurezza Simone Faggi , dall’assessore alla Sociale Luigi Biancalani , il direttore della Società della salute Michele Mezzacappa, invitati la direttrice del Sert Manfredi , Giovanna Campioni, della cooperativa Cat che si occupa di interventi sulla marginalità a Firenze, coordinatroce del progetto e Bertini, dirigente della coop.
“E’ evidente l’urgenza di farsi carico del problema droga – afferma Faggi – ma la nostra scelta è stata quella di affidare la questione a dei professionisti: la Cat infatti – prosegue – garantisce l’intervento degli operatori di strada da ormai dieci anni nel capoluogo”. Di fianco all’attività delle unità di strada, il Comune ha dato mandato al Pin di mappare le aree a rischio della città.”Uno studio – conclude Faggi – che sarà pronto tra quindici giorni”. Biancalani ha parlato di mobilitazione urgente per “le cifre preoccupanti relative alle tossicodipendenza, con un aumento vertiginoso delle overdos e un ritorno al passato per l’uso della siringa”.
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Gli operatori di strada lavoreranno prima a piedi poi con il supporto di un furgone. “Abbiamo previsto il lavoro di tre operatori che resteranno per strada quattro ore due volte la settimana – spiega Campioni – Avranno il compito di avvicinare le persone che hanno fatto la scelta di drogarsi, mettersi in relazione con loro, ascoltarli e con l’obiettivo di condurre quelli che lo vorranno verso un percorso di riabilitazione e cura”. Strettissimo il contatto con il personale del Sert cui spetterà, se l’obiettivo sarà raggiunto, il percorso di cura. “E’ fondamentale – conclude Manfredi – che i pazienti si rendano conto delle conseguenze delle loro scelte. E’ la consapevolezza la prima tra le prevenzioni”.
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