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Prato

attentati

Chiesta una condanna più severa per Luigi Preiti

Il maresciallo Giuseppe Giangrande
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Il maresciallo Giuseppe Giangrande

Prato, l'uomo che sparò a Giuseppe Giangrande è stato condannato in primo grado a 16 anni di carcere. Ora il procuratore generale ne chiede 18. All'udienza presente anche la figlia Martina

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PRATO. Luigi Preiti, il disoccupato di Rosarno che il 28 aprile del 2013, giorno del giuramento del governo Letta, fece fuoco davanti a Palazzo Chigi ferendo alcuni carabinieri, tra cui il pratese Giuseppe Giangrande, deve essere condannato a 18 anni di reclusione, due in più di quelli rimediati il 21 gennaio scorso davanti al gup Filippo Steidl. È la richiesta formulata dal sostituto procuratore generale Francesco Mollace ai giudici della prima corte d’appello di Roma. Preiti, presente in aula e per il quale la difesa ha rinnovato una richiesta di perizia psichiatrica, deve rispondere di tentato omicidio plurimo, detenzione e porto abusivo di arma e di ricettazione. I sei colpi esplosi dalla sua beretta 7.65, secondo il gup, furono «inequivocabilmente idonei ed univocamente diretti a procurare la morte dei carabinieri Giuseppe Giangrande, Francesco Negri, Delio Marco Murrighile e Lorenzo Di Marco». La sentenza è prevista per il 10 febbraio.

In primo grado Luigi Preiti, è stato condannato a 16 anni per la sparatoria di fronte a Palazzo Chigi il 28 aprile del 2013, in cui un carabiniere rimase ferito gravemente e altri tre in modo più lieve. Il processo si tiene davanti alla I Sessione penale della Corte d'appello di Roma. All'udienza era presente anche la figlia di Giangrande, Martina.

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