Il Tirreno

Prato

l'allarme

"Faccio saltare la scuola: qui succede come a Parigi"

di Paolo Nencioni e Alessandra Agrati
La scuola elementare Bartolini di Vaiano
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La scuola elementare Bartolini di Vaiano

Fermato davanti all'istituto comprensivo Bartolini di Vaiano un cittadino marocchino. In mano aveva un libro. Bloccato dai carabinieri e ricoverato nel reparto di Psichiatria. Le lezioni sono proseguite regolarmente ma c'è chi si è allarmato e ha preferito riportarsi a casa i propri figli

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PRATO. Parigi non è poi così lontana da Vaiano, nella mente malata di un marocchino di 40 anni che nella mattinata di oggi, 13 gennaio, si è presentato all’ingresso dell'Istituto comprensivo Bartolini urlando che ci avrebbe messo una bomba.

“Qui succede come a Parigi” l’hanno sentito gridare. Un chiaro riferimento alla strage compiuta dai fratelli Kouachi alla redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo. L’uomo è poi stato bloccato dai carabinieri e convinto a sottoporsi a un trattamento sanitario volontario: è stato messo in osservazione nel reparto di psichiatria dell'ospedale Santo Stefano. Dunque sembra più il gesto di un “semplice” pazzo che di un aspirante terrorista, anche se ci sono indagini in corso.

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Tutto era iniziato ancora prima delle 8 di mattina, quando il marocchino ha avuto un furioso litigio con una vicina di casa per futili motivi. I rapporti col vicinato sono burrascosi da sei anni, da quando cioè il nordafricano, padre di tre figli e sposato con una donna italiana convertita all'Islam, si è trasferito in via Braga, nel centro del paese. I vicini sostengono che tratta tutti male e che la convivenza è diventata impossibile. L’uomo è già stato denunciato da una vicina per un’aggressione e ha passato alcuni mesi in carcere, anche per altri reati, riferiscono i carabinieri: droga e reati contro il patrimonio. Era uscito da circa un anno. Ora sarà denunciato a piede libero per danneggiamento (nel corso della lite coi vicini è stata danneggiata un'auto), minacce e resistenza a pubblico ufficiale.

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In paese è stata raccolta la voce secondo la quale il marocchino avrebbe mandato il figlio a scuola col Corano e che il bambino sarebbe stato respinto, una voce non confermata dalla dirigente scolastica. Sta di fatto che subito dopo la lite coi vicini e l'intervento dei carabinieri, che hanno identificato il nordafricano, l'uomo ancora arrabbiato ha accompagnato la figlia alla vicina scuola elementare e qui ha cominciato a urlare brandendo un libro, lo hanno sentito dire che avrebbe fatto come a Parigi. Alcuni dei genitori, dopo l’intervento dei carabinieri, hanno preferito riportare i figli a casa. Le insegnanti al momento preferiscono non commentare l’episodio.

I vicini di casa riferiscono che nel corso dei numerosi litigi l’uomo avrebbe più volte detto di voler andare a combattere con l’Isis, lo stato islamico nato a cavallo tra Siria e Iraq. “Magari ci andasse - commenta una vicina - Almeno ce lo leveremmo di torno”.

La dirigente scolastica Alessandra Salvati, dopo aver parlato con gli insegnanti della scuola elementare, dà una versione minimalista dell'episodio. Dice che il marocchino si è presentato davanti alla scuola con un libro verde in mano, che sarebbe il dizionario del figlio, e avrebbe urlato frasi poco comprensibili. Secondo la preside l'uomo avrebbe fatto riferimento a Parigi perché nella capitale francese abitano dei parenti e lui avrebbe detto di voler portare i figli lì. Le urla e il riferimento a Parigi, in ogni caso, hanno allarmato gli insegnanti e i genitori. Ecco la testimonianza in video della dirigente scolastica.

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