Il Tirreno

Prato

allarme alla scuola

"E' una persona pericolosa, intervenga il sindaco"

Grazzini (Vaianesi) e Mazzetti (Forza Italia) chiedono un segnale dopo l'episodio di cui è stato protagonista un marocchino davanti alla scuola elementare di Vaiano

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PRATO. "La libertà è il più grande valore della terra e va difeso con le unghie". Lo sostengono Matteo Grazzini della lista I Vaianesi ed Erica Mazzetti, coordinatrice comunale di Forza Italia a Vaiano, commentando la notizia del quarantenne marocchino che è stato fermato dai carabinieri dopo aver creato allarme davanti alla scuola elementare Bartolini urlando frasi sconnesse che hanno fatto pensare all'integralismo islamico.

"Nessuno di noi - scrivono Grazzini e Mazzetti - dovrebbe farsi intimorire dalla paura di perderla (la libertà, ndr) e purtroppo i recenti eventi ci hanno resi ancora più paurosi e timorosi nei confronti del popolo musulmano integralista e soprattutto della religione che professano e vorrebbero far professare a tutto il mondo anche con la violenza, tanto da non farci stare tranquilli nemmeno nella nostra serena Valbisenzio. Non vogliamo cadere nella psicosi da “Charlie Hebdo”, anche se il fenomeno dell’emulazione è dietro l’angolo ed è pericoloso, però non vogliamo neanche far finta di nulla ancora una volta, lasciando in giro per il paese persone pericolose".

"Quindi non lanciamo proclami sulla scia della paura suscitata dai fatti di Parigi ma ne prendiamo chiaramente spunto per chiedere che questa persona ed i suoi familiari (che ci risultano non meno “esuberanti” e che nominano il Corano come si nomina un’arma carica) siano messi in condizioni di non nuocere ai vicini di casa, ai vaianesi in generale e ai bambini della scuola in particolare. Perché questo è uno dei casi in cui poi, dopo un brutto fatto di cronaca, si parlerà di tragedia annunciata e non vorremo essere tra quelli che diranno “ve l’avevamo detto”: non dovrà essercene bisogno, il problema va risolto prima. Se la legge non ci riesce cambiamola o facciamo in modo di trovare un’applicazione più rigida, in questo caso come in molti, troppi, altri che ultimamente si sono ripetuti a Vaiano e in Vallata, dai furti a Schignano alle percosse ai parenti per aver i soldi per la droga passando per i vandalismi e i furti di rame lungo la ciclabile e la maleducazione al Parco di Cangione".

"Vorremmo che ci fosse una voce trasversale di denuncia di tale evento, compresi i tre sindaci, che hanno la possibilità di abbinare i fatti alle parole, prendendo duri provvedimenti con scelte politiche serie, come ad esempio pensare ad un  regolamento in cui viene riportato in modo chiaro che le graduatorie per le agevolazioni ed i contributi comunali, case popolari comprese, prevedano che il punteggio maggiore sia per coloro che da più tempo risiedono nel territorio, facendo passare in secondo piano tutto il resto. E che i controlli su “chi prende quanto” siano rigidi e periodici, perché di vedere rifugiati o presunti tali con affitto pagato con i soldi pubblici e iPhone in mano ci siamo stancati da un pezzo. Non va bene a Bruxelles, alla Corte Costituzionale, alla Regione o a qualcun’altro? Intanto mandiamo un messaggio forte, poi staremo a vedere se le cose si possono cambiare o no…".

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