Il Tirreno

Prato

INCENDIO di VIA TOSCANA

Strage Macrolotto, condannata a 8 anni e otto mesi la titolare della Teresa Moda

di Paolo Nencioni
La titolare del Teresa Moda Lin Youlan e il cognato  Hu Xiaoping (foto Batavia)
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La titolare del Teresa Moda Lin Youlan e il cognato Hu Xiaoping (foto Batavia)

Il giudice ha ritenuto responsabili del rogo nella confezione anche la sorella di Lin Youlan, Lin Youli, e il cognato Hu Xiaoping, condannati rispettivamente a  6 anni e 10 mesi e 6 anni e 6 mesi

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PRATO. Tutti colpevoli. Il giudice dell'udienza preliminare Silvia Isidori ha sposato la tesi del pm Lorenzo Gestri e ha condannato a 8 anni e 8 mesi Lin Youlan, la donna cinese che fin dal primo momento è stata riconosciuta come la vera titolare della confezione Teresa Moda di via Toscana, dove il 1° dicembre 2013 un incendio costò la vita a sette operai orientali. Gestri alla fine della lunga requisitoria aveva puntato il dito anche contro la sorella di Youlan, Lin Youli, che è stata condannata a 6 anni e 10 mesi, e del marito Hu Xiaoping, condannato a 6 anni e 6 mesi. Per loro il pm aveva chiesto 8 anni ciascuno. Il processo per i proprietari italiani del capannone è invece ancora in corso.

Tutte le reazioni alla sentenza: cominciando dal presidente Rossi alla Cgil

Il giudice Isidori è uscito dalla camera di consiglio alle 16,25 davanti a un'aula gremita di cronisti, telecamere, oltre agli imputati, ad alcuni parenti delle vittime e a una decina di avvocati. La Procura era schierata al gran completo col procuratore capo facente funzioni Antonio Sangermano, i sostituti Foti e Celano e il pubblico ministero Gestri. Segno che il processo aveva una valenza che va al di là del singolo e pur drammatico fatto accaduto in via Toscana. Di fatto è stato un processo a quello che alcuni hanno chiamato il "sistema Prato", la commistione di interessi tra confezionisti cinesi e immobiliaristi italiani, pronti a chiudere un occhio sulla violazione delle norme di sicurezza.

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L'impianto accusatorio ha retto perché è stata accertata la colpevolezza di Lin Youlin sul reato più grave contestato, l'omissione dolosa delle cautele anti-infortunistiche. Dolosa e non colposa. Significa che la principale imputata è stata ritenuta responsabile di aver scelto di mettere a rischio la vita dei suoi operai per ottenere un maggiore profitto. E' un reato che molto raramente viene contestato (vedi il caso dell'incendio alla Thyssen) e ancora più raramente riconosciuto in sentenza.

Gli altri due imputati sono stati considerati meno coinvolti nella conduzione dell'azienda e dunque condannati per l'omissione colposa e non dolosa, oltre all'omicidio colposo e all'incendio (reato assorbito dall'omissione, cosa che spiega, anche per Youlan, perché la pena finale è un po' più bassa di quella chiesta dal pubblico ministero). Il giudice ha disposto anche un risarcimento di 100.000 euro ciascuno per le quattro parti civili rappresentate dai sindacati. E una "provvisionale" di 70.000 euro per l'Inail (che chiedeva oltre un milione e mezzo, si deciderà in sede civile) e di 50.000 euro per il Comune di Prato, oltre a 25.000 euro a testa per quattro parenti di secondo grado delle vittime.

Tutto sulla strage del Macrolotto e sui processi

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Il procuratore facente capo facente funzioni Antonio Sangermano spiega in questo video perché la Procura è soddisfatta della sentenza e sostiene che a essere condannato è il "sistema Prato", ma aggiunge che il "sistema Prato" è solo una parte minoritaria dell'imprenditoria italiana.

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Ovviamente insoddisfatto, invece, l'avvocato difensore Gabriele Zanobini, proprio per una diversa valutazione del "sistema Prato" nel quale secondo lui i suoi assistiti erano inseriti. In altre parole, il difensore sostiene che nessuno li aveva messi in guardia sulle cautele da prendere e per questo Lin Youlan non poteva essere condannata per un reato doloso. Lo spiega in questo video.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.10655153:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/l-avvocato-difensore-non-sono-soddisfatto/42015/43062]]

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